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Prolasso Pelvico e Diastasi Addominale

Prolasso pelvico e Diastasi addominale: quando gravidanza e parto mettono alla prova il corpo della donna

La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti per il corpo della donna. L’utero cresce, gli organi addominali modificano progressivamente la loro posizione e aumenta la pressione esercitata sulla parete addominale e sul pavimento pelvico.

Dopo la gravidanza, alcune donne possono quindi presentare diastasi addominale e, contemporaneamente, un prolasso degli organi pelvici.

Sono due condizioni diverse, ma possono essere strettamente collegate perché coinvolgono strutture che, durante la gravidanza e il parto, vengono sottoposte a una notevole sollecitazione.

Articoli e news gravidanza

Cos'è il prolasso degli organi pelvici

Il pavimento pelvico è una struttura muscolo-aponeurotica che sostiene gli organi pelvici, come vescica, utero e retto, e contribuisce al controllo della minzione e dell’evacuazione.

Durante la gravidanza deve sostenere per molti mesi il peso crescente dell’utero e del bambino; anche il parto, soprattutto quello vaginale, può sottoporre queste strutture a un’ulteriore sollecitazione.

Quando i tessuti di sostegno si indeboliscono o si modificano, gli organi pelvici possono scendere rispetto alla loro posizione normale: si parla di prolasso degli organi pelvici.

Il prolasso può interessare diversi compartimenti e manifestarsi con sensazione di peso o pressione nella zona pelvica, perdite involontarie di urina, difficoltà nell’evacuazione o sensazione di avere un corpo estraneo nella vagina. Nei casi più avanzati, gli organi possono arrivare fino all’ingresso vaginale o fuoriuscire parzialmente.

Per approfondimenti:

Pavimento Pelvico

 

Cos'è invece la diastasi addominale

Durante la gravidanza, soprattutto nel terzo trimestre, l’aumento del volume dell’addome sottopone la parete addominale a una progressiva distensione. Questo può determinare un aumento della distanza tra i muscoli retti dell’addome, condizione nota come Diastasi dei muscoli retti. Con minore frequenza si può riscontrare anche un danno laterale, con la comparsa della Diastasi Laterale o Diastasi Retto-Obliqua (separazione tra il margine laterale del muscolo retto ed il muscolo obliquo) lungo la linea semilunare.

La diastasi può manifestarsi con un addome che rimane più sporgente dopo la gravidanza, una sensazione di debolezza della parete addominale o una caratteristica “cresta” o sporgenza al centro dell’addome durante alcuni movimenti, per esempio quando ci si alza dal letto.

Non è soltanto una questione estetica: in alcune donne può associarsi a dolore, senso di instabilità, difficoltà nello svolgimento di alcune attività e alterazioni della funzione della parete addominale, con possibili ripercussioni anche sul benessere psicologico (Sindrome della Diastasi Addominale).

Per approfondimenti: Diastasi nella Donna

Prolasso e diastasi possono comparire insieme

Durante la gravidanza, l’aumento delle dimensioni dell’utero provoca un progressivo aumento della pressione all’interno della cavità addominale. La parete addominale si adatta alla crescita del bambino, mentre il pavimento pelvico deve sostenere un peso sempre maggiore.

È quindi possibile che, dopo la gravidanza, una donna presenti contemporaneamente un indebolimento della parete addominale, con diastasi addominale, e un indebolimento delle strutture di sostegno pelviche, con conseguente prolasso.

Non tutte le donne sviluppano queste condizioni e la loro comparsa dipende da diversi fattori, tra cui caratteristiche individuali, numero di gravidanze, modalità del parto, peso del bambino, condizioni dei tessuti e altri elementi che possono influenzare la resistenza della parete addominale e del pavimento pelvico.

Non bisogna sottovalutare i sintomi

Dopo una gravidanza è abbastanza comune pensare che una pancia che non torna come prima, qualche perdita di urina o una sensazione di peso pelvico siano semplicemente conseguenze inevitabili del parto.

Non è necessariamente così.

Quando questi disturbi persistono o interferiscono con la vita quotidiana, è importante parlarne con uno specialista. Una corretta valutazione permette di capire se si tratta di una normale fase di recupero oppure se sono presenti una diastasi, un prolasso o altre problematiche che meritano un trattamento.

Nelle forme più lievi, possono essere utili un percorso riabilitativo e specifici esercizi per la parete addominale e il pavimento pelvico.

Quando invece la situazione è più importante e la terapia conservativa non è sufficiente, può essere presa in considerazione la chirurgia.

L’intervento chirurgico mini-invasivo: quando è possibile trattare entrambe le condizioni

Quando una donna presenta contemporaneamente diastasi dei muscoli retti e prolasso degli organi pelvici, è possibile programmare un unico intervento chirurgico mini-invasivo per trattare entrambe le problematiche.

L’obiettivo è intervenire sia sulla parete addominale sia sulle strutture pelviche, ripristinando la funzionalità e l’anatomia della parete addominale e quella del pavimento pelvico, ricostruendo i sistemi di sostegno e riportando gli organi nella loro posizione fisiologica, evitando di dover necessariamente affrontare i due problemi con interventi separati.

La tecnica laparoscopica mini-invasiva Gas-Less, associata a un’anestesia dedicata senza intubazione orotracheale, consente di eseguire la procedura attraverso micro-incisioni millimetriche, utilizzando strumenti miniaturizzati e una visione chirurgica magnificata in 3D, HD e 4K. Nei casi più avanzati, quando i tessuti di sostegno risultano particolarmente assottigliati o compromessi, la ricostruzione può prevedere l’utilizzo di piccole quantità di materiale protesico leggero, con funzione di rinforzo e integrazione dei legamenti non più sufficientemente resistenti.

I punti chiave della chirurgia mini-invasiva:

  • Un’anestesia leggera senza intubazione endo-tracheale;
  • Micro incisioni cutanee con dimensioni millimetriche, senza punti esterni;
  • Strumenti tubulari articolabili e strumenti miniaturizzati con diametro di circa 2-5 millimetri;
  • Tecnica gas-less con basse pressioni addominali di CO2 (Anidride Carbonica) 0-4 millimetri di mercurio, senza assorbimento nel sangue di anidride carbonica ed irritazione della parete addominale interna, con netta riduzione del dolore postoperatorio;
  • Visione magnificata 3D, HD, 4K;
  • Elevata precisione chirurgica;
  • Minimo trauma e minimo dolore postoperatorio agevolmente controllabile;
  • Ridotti tempi di degenza e rapido ritorno alle normali abitudini di vita.

L’approccio mini-invasivo è, quindi, finalizzato a ridurre il trauma chirurgico e il dolore postoperatorio, favorendo una mobilizzazione precoce e un rapido recupero.

Prendersi cura del proprio corpo dopo la gravidanza.

Diastasi e prolasso non devono essere considerati semplicemente come il “prezzo da pagare” per una gravidanza.

Il corpo della donna attraversa trasformazioni importanti durante la gestazione e il parto, ma quando determinati disturbi persistono è possibile approfondirne le cause e valutare le diverse possibilità di trattamento.

Riconoscere i sintomi, effettuare una valutazione specialistica e individuare il percorso più adatto permette di tornare a vivere il proprio corpo con maggiore sicurezza e serenità.

Per approfondimenti:

Laparoscopia Mini-Invasiva Gas-Less
Tecnica LAP-T®

Per le immagini dei risultati:

LAP-T® Shape

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