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Diastasi addominale: cos’è, come riconoscerla e come si cura

La diastasi addominale è una patologia ancora poco conosciuta. Si tratta di una condizione che può interessare soprattutto le donne dopo una gravidanza, ma non solo. 

Vediamo cos’è la diastasi addominale, come si può riconoscere e quando bisogna intervenire chirurgicamente.

Cos’è la diastasi addominale?

La diastasi addominale consiste nella separazione ed il progressivo allontanamento dei muscoli retti addominali dalla linea mediana e nella trasformazione della linea alba in una lamina aponeurotica. 

Essa rientra in un quadro più ampio di malattia della parete addominale conseguente allo stretching patologico dei muscoli retti e delle fasce di rivestimento aponeurotico, che subiscono una forzata distensione, assottigliamento e parcellare lacerazione, per un incremento della superficie parietale oltre due volte la normale al 9° mese.

diastasi addominale

Diastasi addominale, perché viene?

L’aumento di pressione e volume della cavità addominale, conseguente alla gravidanza, all’obesità, allo sport ed all’eccessivo sforzo fisico, determina uno stretching della parete addominale con danno alle strutture muscolari, alle fasce aponeurotiche che avvolgono i muscoli e può determinare la separazione o diastasi muscolare, che può essere di due tipi:

1) diastasi mediana nota come diastasi dei muscoli retti: separazione dei muscoli retti sulla linea mediana, che rappresenta la forma più comune; 

2) diastasi laterale: separazione dei muscoli retti dai muscoli obliqui, presente nei casi di danno maggiore. Si possono rilevare frequentemente aree di lacerazione dei muscoli retti associate.

diastasi addominale

Quali sono le cause più comuni? 

Vediamo nel dettaglio le cause più comuni della diastasi. 

Gravidanza

La diastasi: 

  • è evidente nel 66% delle donne nel terzo trimestre;

  • persiste nel 30-60% delle donne dopo il parto;

  • interessa soprattutto le donne che hanno esercitato attività sportiva prima e durante la gravidanza.

La percentuale aumenta nelle gravidanze successive e nelle gemellari, così come l’entità della diastasi e del danno parietale.

L’intervento chirurgico è preferibile che venga eseguito quindi il prima possibile, con tecnica che possa permettere gravidanze successive. 

diastasi addominale cause gravidanza
diastasi addominale sport

  Eccessivo sport, esercizio e sforzo fisico

    • Lattività sportiva non correttamente regolamentata può comportare la lacerazione dei muscoli retti e della linea alba e la conseguente diastasi dei muscoli retti da eccessivo sforzo fisico. 

      La concomitante ed inadeguata dieta alimentare durante lo sport può favorire l’insorgere della diastasi addominale da sforzo.

Aumento ponderale e obesità 

  • L’aumento progressivo del peso corporeo determina una distensione della muscolatura addominale e la trasformazione della linea alba in una lamina aponeurotica, non in grado di contenere adeguatamente i visceri addominali nella cavità.

  • L’aumento ponderale cronico e/o intermittente determina la medesima modificazione anatomica e funzionale della parete addominale.

diastasi addominale obesità

 Familiarità e genetica

 Tra i fattori che potrebbero causare diastasi addominale troviamo le malattie del collagene, con le modificazioni tissutali che determinano. 

 Età 

 L’età avanzata porta alla lassità tissutale

 

Come riconoscere la diastasi addominale? Valutazione e diagnosi

Per capire se si è in presenza di diastasi ed avere una diagnosi specifica del proprio caso il primo passo da seguire è quello di eseguire un piccolo test di valutazione.

Fase 1:  L’autovalutazione

Per iniziare bisogna tenere presente che il test va svolto in posizione supina, con le gambe piegate e i piedi ben saldi a terra.

  • Mettere una mano dietro la testa e l’altra sopra il muscolo addominale. Le dita devono essere sopra la linea mediana ma parallele alla linea della vita all’altezza dell’ombelico.
  • Premere leggermente con le dita sul muscolo addominale rilassato.
  • Sollevare testa e spalle dal pavimento senza piegare il collo e senza avvicinare il mento allo sterno, come per effettuare un “crunch” contraendo il muscolo addominale.
  • Cercare le pareti del muscolo muovendo le dita a destra e sinistra. Man mano che la contrazione aumenta, si dovrebbe notare una diminuzione del “foro” nell’addome, tra i due retti.
  • Inserire la punta delle dita di una mano nella fessura che si viene a creare, trasversalmente rispetto al retto dell’addome. Se almeno due dita sprofondano, potremmo essere in presenza di diastasi.

Fase 2:  La diagnosi

Se l’autotest ha rivelato la presenza di una possibile diastasi, per avere la diagnosi accurata bisognerà rivolgersi a uno specialista, che in sede di visita valuterà il caso specifico e indicherà quali saranno gli esami diagnostici da effettuare (generalmente un’ ecografia della parete addominale o TC).

Entro 3 mesi dal parto si può eseguire una Ecografia della parete addominale in posizione supina ed in piedi, sia a riposo che in valsalva (ossia sotto sforzo) per escludere la presenza di diastasi dei retti, ernie della linea mediana addominale (ombelicale, epigastrica, ipogastrica) e della regione inguinale e crurale.

diastasi addominale clarius

Lo studio TC o RM, con scansione della parete addominale a riposo ed in contrazione, è il punto di partenza per un’ accurata valutazione e costituisce la base per la definizione del programma terapeutico personalizzato per la migliore risoluzione del caso clinico specifico.

diastasi addominale tc

Perché bisogna curare la diastasi?

Non bisogna mai dimenticare che la diastasi addominale rientra in un quadro più ampio di malattia e, se non curata, potrebbe portare all’insorgere di altre problematiche associate. 

Quali possono essere le complicanze della diastasi?

La diastasi non trattata potrebbe portare ad alcune complicanze:

  • ernia singola, più frequentemente ombelicale o epigastrica;
  • ernie multiple localizzate sulla superficie aponeurotica mediana compresa tra i muscoli retti, sede di diastasi, con l’evidenza di molteplici forami, condizione nota come “swiss cheese”;
  • laparocele, conseguente a cedimento della sutura mediana, eseguita al termine di un intervento chirurgico addominale sulla superficie aponeurotica sede di diastasi dei muscoli retti, senza chiudere la diastasi mediante sutura diretta dei muscoli retti;
  • lacerazione dei muscoli retti e della lamina aponeurotica cronicamente trazionata e sfibrata;
  • disabilità
    psicologica: addome gonfio, con forma cilindrica, definito “a botte”, prominente a tal punto che simula il terzo trimestre della gravidanza
    fisica: nell’attività giornaliera, nell’esercizio fisico, nello sport, nel ponzamento e nell’impiego del torchio addominale durante l’evacuazione;
  • modificazione della postura del corpo;
  • dolore vertebrale e lombare.
diastasi addominale laparocele
 Immagine di paziente in posizione supina ed in contrazione addominale, con evidente Diastasi dei muscoli retti ed Ernia ombelicale recidiva (ernia precedentemente operata senza correggere la diastasi dei retti, quindi recidivata).
Si rileva una tumefazione centrale addominale esito del deficit di tenuta della parete addominale in presenza di Diastasi.
Si ringrazia il Paziente per aver concesso la pubblicazione delle immagini. 
Paziente con Diastasi dei muscoli retti ed Ernia ombelicale in posizione supina ed a riposo
Paziente con Diastasi dei muscoli retti ed Ernia ombelicale in posizione supina ed in contrazione addominale

Si rileva una tumefazione centrale addominale esito del deficit di tenuta della parete addominale in presenza di Diastasi.

Di frequente è possibile rilevare il movimento delle anse intestinali sotto la cute, in assenza della protezione della parete addominale muscolare nella zona sede di Diastasi dei muscoli retti.

Si ringrazia la Paziente per aver concesso la pubblicazione delle immagini

Come si cura la diastasi addominale?

La diastasi addominale purtroppo non è curabile. 

Nei casi meno gravi si può tentare di contenerla con esercizi dedicati, sotto la supervisione di specialisti. 

Nella maggior parte dei casi l’unica soluzione è chirurgica

Quando operare la diastasi addominale?

L’intervento chirurgico purtroppo è l’unica cura efficace nei casi di:

  • Diastasi con distanza tra i muscoli retti maggiore di 3 centimetri;
  • Diastasi con distanza infrarettale anche inferiore a 3 cm se complicata da ernie;
  • Diastasi associata a patologia correlata (modificazioni della postura e dolore lombare);
  • Diastasi complicata da ernia ombelicale (si puntualizza che, in presenza di ernia ombelicale e diastasi dei retti, l’ernia ombelicale rappresenta la complicanza della diastasi. La sola correzione dell’ernia ombelicale può risultare altamente fallimentare);
  • Diastasi complicata da ernia epigastrica;
  • Diastasi complicata da ernie multiple della regione mediana;
  • Diastasi complicata o associata a laparocele (es: cedimento della sutura interna post cesareo con erniazione e protrusione mediana sotto-ombelicopubica);
  • Diastasi associata o provocata da una lacerazione da sforzo della linea mediana o linea alba;
  • Diastasi associata a lacerazione muscolare del retto o dell’obliquo;
  • Diastasi Laterale, tra Muscolo Retto e Obliquo;
  • Diastasi Recidiva.

La Recidiva della Diastasi dei Retti:

E’ un evento spiacevole che innanzitutto necessita di una corretta diagnosi.

La misurazione corretta della distanza tra i muscoli retti deve essere eseguita tenendo presente che rappresenta la distanza tra le aponeurosi di contenimento dei muscoli retti.

Nella normalità l’aponeurosi del muscolo retto ed i fasci muscolari contenuti all’intero sono contigui e non rileviamo differenza significativa nella misurazione se il cursore viene posizionato sul piano dell’aponeurosi o a livello dei fasci muscolari in contiguità con l’aponeurosi.

In altri casi i fasci muscolari in prossimità dell’aponeurosi a livello del margini mediali sono lacerati, fratturati, assenti; in questo quadro clinico rileviamo una differenza significativa nella misurazione della diastasi se il cursore viene posizionato correttamente a livello del margine mediale del muscolo retto sull’aponeurosi o erroneamente a livello dei fasci muscolari fratturati distanti dall’aponeurosi anche centimetri. Una non corretta misurazione può determinare una diagnosi errata di diastasi recidiva.

Una volta eseguita quindi una corretta misurazione, si considera una Diastasi Recidiva: 

  • Diastasi con distanza infrarettale maggiore di 3 centimetri, con integrità del tessuto fibroso aponeurotico di connessione tra i retti.

  1. Nel caso non sia stata posizionata durante l’intervento chirurgico una rete protesica a protezione della ricostruzione della parete e della linea mediana addominale, la Diastasi Recidiva si può associare a patologia erniaria  (ernia ombelicale, epigastrica, ipogastrica) e l’intervento chirurgico correttivo risulta necessario.
  2.  Nel caso sia stata posizionata durante l’intervento chirurgico una rete protesica a protezione della ricostruzione della parete e della linea mediana addominale, rilevare una Diastasi con distanza infrarettale di 3-4 centimetri non è clinicamente significativo e necessita solo in pochi casi di un intervento chirurgico correttivo. Una corretta riabilitazione della parete muscolare e la presenza della protezione della rete protesica può essere sufficiente ad ottenere un buon risultato.
  • Diastasi con distanza infrarettale inferiore ai 3 cm viene considerata patologica nel caso sia lacerato o interrotto il tessuto fibroso aponeurotico di connessione tra i muscoli retti. Il tessuto di connessione può essere stato sezionato per scelta tecnica durante il primo intervento, o può essersi lacerato successivamente per scarsa tenuta. In entrambi i casi si viene a delineare una patologia nota come Laparocele.

Come risolvere la diastasi addominale?

Come si può risolvere allora la diastasi addominale? Come detto, nella maggior parte dei casi la soluzione può essere solo chirurgica. 

Quando l’intervento è inevitabile l’impiego di una tecnica mini-invasiva costituisce un importante vantaggio per il paziente.

L’intervento ricostruttivo deve ripristinare l’anatomia, la funzione e l’estetica della parete addominale, percorrendo strade chirurgiche il più possibile mini-invasive a cui corrispondano anestesie più leggere e meno gravose per l’organismo. 

La soluzione: la tecnica LAP-T ® 

Risolvere la diastasi addominale in modo efficace è possibile, con un intervento chirurgico dedicato, affinato nei dettagli sulle specificità di ogni singolo caso e con un risultato stabile nel tempo.

La Tecnica LAP-T ®, ideata ed eseguita dal Professor Giuseppe Pozzi, consente il trattamento mini-invasivo di casi clinici anche avanzati con distanza dei muscoli retti fino a 12 cm ed ernie e laparoceli eventualmente associati.

 

diastasi addominale immagine
Disegno raffigurante la Diastasi dei Muscoli Retti, ossia la Separazione mediana dei Muscoli retti.

Disegno raffigurante la risoluzione mini-invasiva della Diastasi dei muscoli retti con tecnica LAP-T ®, con la stabile sutura muscolo-aponeurotica dei Muscoli Retti, la ricostruzione della linea mediana ed i 3 piccoli punti di accesso sovranpubici per l’ingresso degli strumenti della Laparoscopia gas-less.

Immagine pre-operatoria

Diastasi dei muscoli retti ed Ernia ombelicale

È evidente la separazione dei muscoli retti dalla linea mediana addominale

Si ringrazia la Paziente per aver concesso la pubblicazione delle immagini. 

Immagine post-operatoria Tecnica Lap-T ®

Diastasi dei muscoli retti ed Ernia ombelicale

Sono quasi invisibili le millimetriche cicatrici chirurgiche sotto il segno dello slip

Si ringrazia la Paziente per aver concesso la pubblicazione delle immagini. 

diastasi addominale lap-t
Foto al termine dell’intervento chirurgico eseguito con tecnica LAP-T ®

Le frecce indicano 3 punti di ingresso dello strumentario laparoscopico

Immagine al termine dell’intervento con Tecnica Lap-T ®

Le frecce indicano la linea mediana ricostruita con sutura muscolo-aponeurotica introflettente personalizzata, dedicata al caso clinico specifico.  La tecnica di esecuzione della sutura mediana metterà in evidenza la “turtle shape” della parete addominale.

Paziente Body Builder in gara 6 mesi dopo la ricostruzione con tecnica LAP-T ® in fase di consolidamento (ricostruzione eseguita per lacerazione della linea mediana addominale da sforzo eccessivo, con diastasi asimmetrica dei muscoli retti, distanza infrarettale circa 7 cm, ernia ombelicale ed ernia epigastrica recidiva dopo intervento open con rete protesica, eseguito in altra sede). 
Il rapido ritorno allo sport è una delle prerogative della tecnica LAP-T ®.
Si ringrazia il Paziente per aver concesso la pubblicazione delle immagini

 

 

 

 

 

L'Esperienza dei Pazienti

 

 

 

 

 

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Marina Belfiore
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Il prof Pozzi è il mio punto di riferimento ormai.. e’ il miglior chirurgo ed è il medico più sensibile ed empatico che abbia mai conosciuto. Mi sono rivolta a lui la prima volta nel 2015 per una diastasi dei retti di 6cm per la quale mi sono operata solo 15gg dopo poiché la fiducia che ho riposto in lui è stata immediata. Inutile dire, intervento riuscito perfettamente e recupero da tempi record. Poi nel marzo 2023 mi è stato riscontrato un fibroma all’utero di circa 7cm, mi sono rivolta a più medici e tutti mi consigliavano una isterectomia che a 42 anni è difficile da accettare. Fidandomi ciecamente del professore ho chiesto un parere a lui e mi ha prospettato la possibilità di un intervento in laparoscopia conservando l’utero al quale mi sono sottoposta senza alcun timore. L’intervento è durato ben 11 ore (perché i lavori ben fatti richiedono tempo) ma ora a distanza di quasi 3 anni posso solo benedire il giorno in cui ho avuto il piacere di conoscere il prof.Pozzi. Ps: dopo soli 42 gg dall’intervento ero nuovamente a giocare in un campo da tennis Grazie di tutto prof. ❤️
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Angelo Carrieri
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A tutti coloro che mi leggono, io Dott. Angelo Carrieri da Polignano a Mare, rendo nota la mia diretta testimonianza della subita odissea-calbariodi persona con multi patologie gravi croniche e dei pregressi multipli interventi chirurgici maggiori addominali demolitori con conseguenti lunghissimi periodi in coma, che mi hanno portato ad essere un sopravvissuto o morto che cammina anche per i molti post-traumatici, dei quali grazie al Signore Gesù, ho anche avuto il dono di poter conoscere il Prof. Giuseppe Pozzi, chirurgo presso la casa di cura Quisisana di Roma, il quale con la sua spiccata cordialità, empaticita' e simpatia mi ha seguito e datomi consigli essenziali e utili che mi hanno aiutato a "vivere", a "rivitalizzarni la mente prima e il fisico dopo, a migliorare il mio modus vivendi e allo stesso tempo ad essere così "pronto" per un ennesimo intervento micro invasivo chirurgico addominale senza anestesia generale o totale, del quali altri chirurghi mi hanno sconsigliato i notevoli rischi, ciò mi ha ulteriormente rafforzato la speranza e la fiducia in me stesso. Spero che anche altre persone devastate i salute possano avere anche loro quel coraggio o consigli per una resilienza mentale e fisica tale da superare o migliorare le problematiche terapeutiche e chirurgiche o anche a rivivere l'unica preziosa e meravigliosa vita che ci è stata donata. Un grazie di cuore con umano plauso abbraccio il benemerito Prof. Giuseppe Pozzi. In fede Dott. Angelo Carrieri da Polignano a Mare.
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SOEUR ELIA
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Grazie della vostra disponibilità nell'aiutare i dofferenti
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Barbara Biasion
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Premessa:ho 47 anni, da 10 convivevo con una situazione che non potrei definire altro che disastrosa.Post gravidanza e parto cesareo, complicato da grosso fibroma, i miei muscoli retti si slabbrano e consentono la fuoriuscita di una voluminosa,dolorosissima ernia sovraombelicale che mi costringe a diversi ricoveri ospedalieri e dona l'orribile aspetto di donna costantemente incinta.Ciò,nel tempo, mina la mia salute fisica, ma anche psichica, compromettendo la mia autostima e amor proprio a tal punto da spingermi a trascurare la mia nutrizione e prendere quasi 20 kg. Esasperata da una situazione ormai insostenibile nella quale ero arrivata a camminare piegata in due, e ipocondriaca, nel timore di un intervento che intuisco essere difficilissimo e di doloroso recupero, mi rivolgo con enorme speranza a colui che, dopo varie ricerche sulla rete, SENTO E SO essere l'UNICO cui posso e voglio affidare la mia rinascita. Nella mia idea, programmo l'intervento per fine estate, mentre il Professore, ben più lungimirante, mi comunica che non sarà possibile attendere tanto. È profetico: due giorni dopo, di Domenica, sono costretta a contattarlo in urgenza per il dolore atroce dovuto all'incarceramento della Bestia e occlusione intestinale. Lui, ribadisco di domenica SERA, si attiva immediatamente, procurandomi lo slot per l'intervento urgente a Roma per il giorno dopo.Arrivo in Clinica alle 7, esami preoperatori, intervento la sera stessa.Io non posso descrivere a parole la complessità di quello che è stato molto di più di un complicatissimo intervento magistralmente eseguito in robotica LAP-T in più di 4 ore (ove peraltro il Professore ha rimosso le mie pervicaci e penose aderenze), ma un vero e proprio PERCORSO dall'inferno al paradiso, che mi ha portato, e mi sta portando tuttora, a riappropriarmi della mia vita, della mia salute e felicità.E in questo percorso ho una Persona che mi tiene per mano, che ha fatto dell'umanità e compassione,del ritorno alla Salute dei propri pazienti una vera e propria Missione di Vita. La TAC preoperatoria mi ha mostrato la voragine della mia diastasi e ernia (un mostro di 10x8 con durissimi fecalomi occlusi prima e dopo): il mio inferno personale. A partire da quando il Professore mi ha messo la mano sulla fronte per tranquillizzarmi mentre entravo in Sala, ho sentito che il Destino mi aveva condotto verso l'unico che poteva farmi risorgere dalle ceneri. Più di 4 ore, e, ignara, mi sveglio serena, FELICE per la prima volta dopo anni.Mi guardo la pancia: il Mostro è sparito, l'addome è una tavola già da 1 ora post intervento, il sorriso del Professore dice a me e ai miei familiari che è tutto ok. Ma il giorno dopo arriva il bello: il Professore mi fa alzare, mi mostra che a poche ore riesco già a camminare.Mi sento come Lazzaro: i dolori post operatori ci sono, è normale, ma cammino dritta come non facevo da anni.È dal 7 luglio che è iniziata la mia Nuova Vita: difficile, sì.Ma seguita passo passo: il Professore non è più "solo" il mio Chirurgo: è Mentore, Nutrizionista, persino Psicologo perché ogni visita da Lui si trasforma in una iniezione di autostima e mi riempie di orgoglio per i miei piccoli traguardi.Non potrò MAI ringraziarlo abbastanza per essere diventato il mio punto di riferimento nel buio di sofferenza che era divenuta la mia vita di prima, che solo grazie a Lui sto finalmente lasciando alle spalle. E tutto questo, sempre con un grande sorriso, una parola affettuosa, un complimento per l'impegno a mantenere il peso forma, che mi gonfia di orgoglio e mi sprona a mantenere e migliorare il risultato che vedo ogni giorno allo specchio. Se esiste un Fato, non potrò mai essergli più grata che la mia strada si sia incrociata con chi ha saputo e voluto così magistralmente salvarmi la vita (non oso pensare cosa sarebbe successo se in urgenza fossi finita sotto altri ferri...)e,col suo grande cuore,restituirmi una Me così simile a quella che conoscevo prima che iniziasse l'orribile periodo che sto già iniziando a dimenticare.Con immensa stima e affetto, Professore..GRAZIE..GRAZIE INFINITE!!
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Barbara Biasion
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Premessa:ho 47 anni, da 10 convivevo con una situazione che non potrei definire altro che disastrosa.Post gravidanza e parto cesareo, complicato da grosso fibroma, i miei muscoli retti si slabbrano e consentono la fuoriuscita di una voluminosa,dolorosissima ernia sovraombelicale che mi costringe a diversi ricoveri ospedalieri e dona l'orribile aspetto di donna costantemente incinta.Ciò,nel tempo, mina la mia salute fisica, ma anche psichica, compromettendo la mia autostima e amor proprio a tal punto da spingermi a trascurare la mia nutrizione e prendere quasi 20 kg. Esasperata da una situazione ormai insostenibile nella quale ero arrivata a camminare piegata in due, e ipocondriaca, nel timore di un intervento che intuisco essere difficilissimo e di doloroso recupero, mi rivolgo con enorme speranza a colui che, dopo varie ricerche sulla rete, SENTO E SO essere l'UNICO cui posso e voglio affidare la mia rinascita. Nella mia idea, programmo l'intervento per fine estate, mentre il Professore, ben più lungimirante, mi comunica che non sarà possibile attendere tanto. È profetico: due giorni dopo, di Domenica, sono costretta a contattarlo in urgenza per il dolore atroce dovuto all'incarceramento della Bestia e occlusione intestinale. Lui, ribadisco di domenica SERA, si attiva immediatamente, procurandomi lo slot per l'intervento urgente a Roma per il giorno dopo.Arrivo in Clinica alle 7, esami preoperatori, intervento la sera stessa.Io non posso descrivere a parole la complessità di quello che è stato molto di più di un complicatissimo intervento magistralmente eseguito in robotica LAP-T in più di 4 ore (ove peraltro il Professore ha rimosso le mie pervicaci e penose aderenze), ma un vero e proprio PERCORSO dall'inferno al paradiso, che mi ha portato, e mi sta portando tuttora, a riappropriarmi della mia vita, della mia salute e felicità.E in questo percorso ho una Persona che mi tiene per mano, che ha fatto dell'umanità e compassione,del ritorno alla Salute dei propri pazienti una vera e propria Missione di Vita. La TAC preoperatoria mi ha mostrato la voragine della mia diastasi e ernia (un mostro di 10x8 con durissimi fecalomi occlusi prima e dopo): il mio inferno personale. A partire da quando il Professore mi ha messo la mano sulla fronte per tranquillizzarmi mentre entravo in Sala, ho sentito che il Destino mi aveva condotto verso l'unico che poteva farmi risorgere dalle ceneri. Più di 4 ore, e, ignara, mi sveglio serena, FELICE per la prima volta dopo anni.Mi guardo la pancia: il Mostro è sparito, l'addome è una tavola già da 1 ora post intervento, il sorriso del Professore dice a me e ai miei familiari che è tutto ok. Ma il giorno dopo arriva il bello: il Professore mi fa alzare, mi mostra che a poche ore riesco già a camminare.Mi sento come Lazzaro: i dolori post operatori ci sono, è normale, ma cammino dritta come non facevo da anni.È dal 7 luglio che è iniziata la mia Nuova Vita: difficile, sì.Ma seguita passo passo: il Professore non è più "solo" il mio Chirurgo: è Mentore, Nutrizionista, persino Psicologo perché ogni visita da Lui si trasforma in una iniezione di autostima e mi riempie di orgoglio per i miei piccoli traguardi.Non potrò MAI ringraziarlo abbastanza per essere diventato il mio punto di riferimento nel buio di sofferenza che era divenuta la mia vita di prima, che solo grazie a Lui sto finalmente lasciando alle spalle. E tutto questo, sempre con un grande sorriso, una parola affettuosa, un complimento per l'impegno a mantenere il peso forma, che mi gonfia di orgoglio e mi sprona a mantenere e migliorare il risultato che vedo ogni giorno allo specchio. Se esiste un Fato, non potrò mai essergli più grata che la mia strada si sia incrociata con chi ha saputo e voluto così magistralmente salvarmi la vita (non oso pensare cosa sarebbe successo se in urgenza fossi finita sotto altri ferri...)e,col suo grande cuore,restituirmi una Me così simile a quella che conoscevo prima che iniziasse l'orribile periodo che sto già iniziando a dimenticare.Con immensa stima e affetto, Professore..GRAZIE..GRAZIE INFINITE!!
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Romulus Ciasnog
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Quanto costa intervento?
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Caterina Soprana
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Sono stata operata dal Prof. Pozzi a luglio 2024. Soffrivo da lungo tempo per una diastasi (sia dei retti che laterale bilaterale) che mi procurava diversi fastidi, con ripercussioni anche sulla colonna e con il cruccio di vedere spesso il mio addome gonfiarsi esageratamente, soprattutto dopo i pasti. L'intervento di ricostruzione con tecnica LAP-T ha completamente risolto il problema, restituendomi una parete addominale integra e in grado di svolgere la sua funzione. Quello che tuttavia vorrei sottolineare, non è solo l'ottimo esito dell'intervento, ma le ripercussioni a 360° che questo ha avuto sulla mia vita, restituendomi un benessere fisico e psicologico che non avvertivo da tempo. Il Prof. Pozzi è un eccellente chirurgo, ma quello che più mi ha colpita è il suo approccio al paziente, considerato nel suo complesso, come persona e non solamente in relazione alla sua patologia specifica. La medicina oggi è sempre di più suddivisa in comparti specialistici che troppo spesso non dialogano fra loro, perdendo di vista il paziente/persona nel suo insieme. Il Prof. Pozzi mi ha valutata all'interno della mia storia clinica, del mio stile di vita, mi ha dato preziosi consigli sull'alimentazione e sull'attività fisica, accompagnandomi in una sorta di "processo virtuoso" che, insieme al successo tecnico dell'intervento, mi ha dato molto di più: qualche chilo in meno e più energia (dovuto a piccole variazioni nella mia dieta), una schiena e un addome più forti, il piacere di rivedere (e risentire) il mio addome ripristinato, che si traduce ogni giorno in uno stimolo in più per proseguire con uno stile di vita attivo e sano e un approccio mentale positivo.
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Nuccio Giordano
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Affidarmi al Dott. Giuseppe Pozzi è stata una delle decisioni più importanti e più giuste della mia vita. Dopo anni di difficoltà legate al peso, di diete fallite e di problemi di salute che iniziavano a farsi seri, ho deciso di affrontare un intervento di riduzione dello stomaco. E l’ho fatto con il migliore. Il Dott. Pozzi non è solo un chirurgo straordinario: è una persona che ascolta, che rassicura, che ti fa sentire al centro, mai un numero. Sin dalla prima visita ha saputo darmi la forza e la fiducia che cercavo da tempo, spiegandomi ogni dettaglio con competenza e umanità. L’intervento è stato eseguito con tecnica mini-invasiva e il decorso post-operatorio è stato sorprendentemente rapido e privo di complicazioni. Dopo pochi mesi, i risultati sono tangibili: ho perso peso in modo costante, mi sento rinato, pieno di energia, e soprattutto in salute. Ho ritrovato la mia vita. Grazie Dott. Pozzi per la sua mano sicura, per il suo sguardo attento e per il suo cuore grande. Le sarò sempre grato. Con stima e riconoscenza, Nuccio Giordano
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carolina acri
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Aver conosciuto il prof Pozzi e’ stato per me un privilegio, un professore di alto livello, ma soprattutto dalla grandissima umanità. Ho capito di essere in buone mani dal primo momento che l’ho incontrato. Il mio e’ stato un caso davvero difficile, tutto è partito da una ernia ombelicale associata alla diastasi dei muscoli retti. Prima di incontrare il prof sono stata operata due volte nel giro di pochi mesi, due interventi fatti male che mi hanno rovinato la vita, ho passato un anno terribile. Per ben due volte si è formato un enorme laparocele e la rete protesica inserita mi provocava dolori terribili, perché posizionata male. Il prof mi ha ridato la luce e la speranza, ha eseguito un intervento molto delicato al quale si sono aggiunte diverse complicanze. In clinica mi è stato sempre vicino, si è preso cura di me personalmente. La mia gratitudine va anche a tutto il personale di villa Claudia e a tutta l’equipe medica che mi ha seguita. In realtà non ci sono parole per descrivere tutto ciò che ha fatto il prof Pozzi. Spero che la mia esperienza possa servire a dare coraggio a chi, come me, ha dovuto affrontare una situazione simile. Grazie prof e al prossimo controllo!

 

Prof Giuseppe Pozzi

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Prof Giuseppe Pozzi

Roma - Milano   

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