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Diastasi addominale e sport

Diastasi sport

La diastasi addominale e lo sport

La diastasi addominale può riscontrarsi anche in soggetti che praticano attività sportiva, sia a livello amatoriale, intensivo o agonistico. 

Durante l’attività fisica, in particolare negli esercizi che richiedono elevati livelli di forza, la parete addominale è sottoposta a significative sollecitazioni e variazioni della pressione intra-addominale.

Gli sforzi fisici ripetuti possono generare uno stretching eccessivo della parete addominale che contribuisce alla deformazione e all’allungamento delle strutture fasciali con comparsa di lacerazioni dei fasci muscolari, di ernie, in particolare l’ernia ombelicale e incremento della fisiologica minima distanza inter-rettale (Inter-Recti Distance, IRD) con formazione della Diastasi dei Muscoli Retti.

La linea mediana addominale è infatti l’area più interessata dal danno nello sportivo, dove l’entità della sollecitazione delle strutture muscolo-fasciali supera la capacità di resistenza tissutale. Nei casi più avanzati, la diastasi dei muscoli retti dell’addome può associarsi ad alterazioni e lacerazioni del piano retto-obliquo con la possibile formazione della Diastasi Laterale o Diastasi Retto-Obliqua.

Come influisce la diastasi addominale sull'attività sportiva?

In presenza di una parete addominale compromessa, la ripetizione di carichi meccanici elevati può alterare ulteriormente la capacità della parete di rispondere efficacemente alle sollecitazioni associate all’attività sportiva e peggiorare l’entità del danno parietale. 

Una parete addominale performante è oggettivamente complessa e deve essere attentamente valutata nei suoi aspetti fisiologici e patologici attraverso protocollo diagnostico dedicato.

Come valutare la diastasi addominale nello sportivo

La valutazione della diastasi addominale nello sportivo è fondamentale per comprendere l’entità della separazione dei muscoli retti, le condizioni della parete addominale e l’eventuale presenza di alterazioni associate. Attraverso un esame clinico specialistico ed eventuali approfondimenti strumentali, è possibile definire un percorso personalizzato, valutando il tipo di attività sportiva praticata, l’intensità degli sforzi e gli obiettivi dell’atleta, con particolare attenzione alla sicurezza e al ritorno all’attività fisica.

Il Protocollo diagnostico LAP-T® del Prof. Giuseppe Pozzi

Il Protocollo diagnostico LAP-T® mediante TC consente una valutazione approfondita, qualitativa e quantitativa, delle caratteristiche del danno della parete addominale, sia sotto il profilo anatomico sia sotto quello funzionale.
 
La valutazione deve essere integrata con un’analisi dell’attività sportiva praticata, dell’intensità e della frequenza degli sforzi e dei carichi sostenuti. Questi elementi contribuiscono a individuare con esattezza i fattori che hanno determinato il superamento della resistenza dei tessuti e il conseguente danno della parete addominale.
 
Le condizioni della parete addominale possono essere influenzate anche da fattori concomitanti, quali la gravidanza e le variazioni significative di peso. Per approfondire, è possibile consultare le pagine dedicate alla diastasi nella donna e alla diastasi nell’uomo.

Valutazione e indicazioni terapeutiche

In presenza di alterazioni strutturali della parete addominale nello sportivo è consigliabile il trattamento chirurgico, sulla base di un’attenta valutazione specialistica eseguita con Protocollo diagnostico LAP-T®. L’obiettivo è ripristinare l’integrità anatomica e la funzione biomeccanica della parete addominale, contribuendo al recupero della funzionalità del core, ovvero del sistema muscolare che collabora con la colonna vertebrale al mantenimento della postura e dell’equilibrio, sia in condizioni statiche sia durante il movimento.
 
La valutazione complessiva deve tenere conto di molteplici fattori: dalle condizioni cliniche generali dell’atleta alle caratteristiche specifiche del danno, fino alle possibili cause che lo hanno determinato. Questo approccio consente di pianificare un percorso terapeutico personalizzato, orientato a un ritorno all’attività sportiva, anche agonistica, in condizioni di sicurezza.

Obiettivi del trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico dovrebbe prevedere un approccio mini-invasivo, sia dal punto di vista chirurgico che anestesiologico, con particolare attenzione alle esigenze funzionali dello sportivo.
 
Gli obiettivi del trattamento sono:
 
  • ricostruire accuratamente la parete addominale, rispettando i tessuti muscolo-aponeurotici, fondamentali per la funzionalità e la performance sportiva.
  • ridurre o azzerare il rischio di complicanze, tra cui sieroma, ematoma e recidiva.
  • favorire il recupero funzionale e il ritorno alle normali attività quotidiane e sportive, secondo tempi e modalità definiti in base alle condizioni individuali e alle indicazioni dello specialista.

 

La tecnica Lap-T® si inserisce in questo approccio mini-invasivo personalizzato, con l’obiettivo di rispondere alle specifiche esigenze ricostruttive del singolo paziente.

La Tecnica LAP-T®

La tecnica LAP-T® rappresenta il risultato di oltre 25 anni di studio approfondito della diastasi addominale, di più di 20 anni di esperienza chirurgica nel trattamento mini-invasivo della diastasi e delle sue complicanze erniarie e dell’esperienza maturata nel trattamento di oltre 2.500 pazienti affetti da questa patologia.

Ideata dal Prof. Giuseppe Pozzi nel 2006 e costantemente aggiornata nel corso degli anni, la tecnica LAP-T® è una procedura chirurgica mini-invasiva caratterizzata da una elevata complessità chirurgica e da una particolare attenzione ai dettagli tecnici e ricostruttivi.

In particolare nel paziente sportivo-atleta, la tecnica LAP-T® consente una precisa ricostruzione anatomo-funzionale della parete addominale nell’accurato rispetto dei tessuti muscolo-aponeurotici, fondamentali nella performance sportiva, sia durante gli allenamenti che in gara.

La Tecnica LAP-T® si pone come obiettivo il ripristino della corretta anatomia e funzionalità della parete addominale compromessa, risolvendo al contempo eventuali patologie erniarie, il tutto con la minore invasività chirurgica ed anestesiologica possibile. L’approccio chirurgico viene definito sulla base della valutazione del danno parietale e del suo impatto funzionale, considerando il livello di attività fisica, la tipologia e l’intensità della disciplina praticata

Prof Giuseppe Pozzi

Il trattamento chirurgico viene pertanto studiato e personalizzato in relazione alle caratteristiche del singolo caso clinico:

  • Nel soggetto sportivo, l’obiettivo è recuperare una corretta funzionalità della parete addominale e consentire una ripresa progressiva dell’attività, secondo un programma calibrato sulle caratteristiche individuali.
  • Nell’atleta agonista, la valutazione deve considerare anche le elevate e ripetute sollecitazioni meccaniche proprie della disciplina praticata, il livello di performance richiesto e gli specifici obiettivi di ritorno allo sport.

6 mesi dopo l’intervento chirurgico con Tecnica LAP-T®

Tecnica di Sutura LAP-T® 

Tecnica di Sutura LAP-T® 

Il valore della Tecnica LAP-T® e insito nella tecnica di sutura ricostruttiva personalizzata, esclusiva ed ideata dal Professor Pozzi per rendere stabili nel tempo i risultati.

  • Viene accuratamente studiata con un protocollo diagnostico TC che definisce il danno nel dettaglio e poi eseguita in Laparoscopia gas-less con magnificazione dell’immagine.
  • E’ estremamente precisa e dedicata alla cura dello specifico caso clinico.
  • E’ personalizzata nei suoi dettagli per una stabile  correzione sia della Diastasi Mediana, della Diastasi Laterale, delle Ernie associate che delle diverse forme di danno parietale presenti.

La tecnica di sutura varia in modo significativo se eseguita sulla donna o nell’uomo.

la Sutura della Linea Mediana Addominale avviene con dettagli che hanno l’obiettivo di riprodurre un risultato anatomico e fisiologico;

  • i fili di sutura sono non riassorbibili in relazione all’entità del danno, al fine di aumentare il livello di resistenza della ricostruzione alle sollecitazioni motorie e pressorie endoaddominali;
  • include la fascia muscolare posteriore dei muscoli retti, non i fasci muscolari
  • è posteriore ed introflettente per una ricostruzione anatomica della linea mediana addominale
  •  avviene sul versante interno della parete addominale, con ripristino della linea alba anatomica e la cosiddetta forma “a tartaruga” dei muscoli retti dell’addome.

2 anni dopo l’intervento ricostruttivo con Tecnica LAP-T® per diastasi dei muscoli retti con IRD 4,7 cm ed ernia ombelicale

2 anni dopo l’intervento ricostruttivo con Tecnica LAP-T® per diastasi dei muscoli retti con IRD 4,7 cm ed ernia ombelicale

Domande frequenti dei Pazienti Sportivi e Atleti

Sono tanti gli interrogativi che ci vengono posti quando si sospetta di avere una diastasi e non si sa come procedere per ottenere una diagnosi corretta, così come le domande relative a ciò che ci si può aspettare durante il ricovero e nei giorni successivi all’intervento chirurgico eseguito con Tecnica LAP-T®:

In presenza di una diastasi addominale, o qualora si sospetti di esserne portatori, è consigliabile sospendere l’attività fisica e sottoporsi ad una visita specialistica chirurgica per la valutazione accurata del danno parietale. La ripresa dell’attività fisica in molti casi è possibile con alcune raccomandazioni personalizzate.

Sì. Con la Tecnica LAP-T® è possibile programmare il ritorno all’attività sportiva, anche a livello agonistico, attraverso un percorso di recupero rapido e personalizzato.

La riabilitazione della parete addominale può iniziare dopo 7 giorni dall’intervento, secondo le condizioni cliniche individuali. 

Gli esercizi specificamente finalizzati alla ripresa dell’attività sportiva possono essere introdotti dopo 2-3 settimane dopo l’intervento, con una progressione modulata in relazione alla risposta del paziente e alle caratteristiche dell’attività praticata.

Nel caso dell’attività sportiva agonistica, i tempi e le modalità del ritorno allo sport vengono definiti individualmente, tenendo conto della disciplina praticata, dell’intensità e del livello di performance richiesto.

Sì. L’intervento con Tecnica LAP-T® consente il ritorno anche a sport caratterizzati da elevati carichi di forza, contrazioni muscolari intense e ripetute, movimenti esplosivi, frequenti cambi di direzione o contatto fisico, quali bodybuilding, powerlifting, spartan, sollevamento pesi, CrossFit, ginnastica, atletica, sport da combattimento e sport di squadra ad elevata intensità…

La Tecnica LAP-T® consente di poter effettuare l’intervento in qualsiasi periodo dell’anno.

2 giorni normalmente

All’ingresso vengono eseguiti tutti esami propedeutici all’intervento chirurgico e una TC addome senza mezzo di contrasto secondo il Protocollo diagnostico LAP-T®.

Il giorno stesso viene eseguito l’intervento chirurgico e nel pomeriggio un meritato riposo.

Il giorno successivo inizia un’intensiva riabilitazione motoria lungo il corridoio, salendo e scendendo le scale.

Dopo circa 48 ore dall’intervento avviene la dimissione.

La Tecnica LAP-T® consente di ridurre l’invasività sul paziente durante l’atto chirurgico, e di conseguenza, in mani esperte, si modula l’anestesia e la sua profondità, in base alle fasi dell’intervento. Anche la ridotta invasività anestesiologica, come la mini-invasività chirurgica, è finalizzata a ridurre il trauma e ad una rapida ripresa del paziente nel periodo post-operatorio.

L’anestesia può essere

  • Anestesia totale senza l’intubazione;
  • Anestesia multifattoriale con il paziente sveglio durante l’intervento, con la possibilità (se il paziente lo richiede) di associare una sedazione confortevole.

Il risultato, soprattutto con questa seconda modalità, è entusiasmante.

Per approfondimenti: Anestesia senza intubazione.

La ricostruzione della Diastasi dei Muscoli Retti e delle patologie erniarie della linea mediana addominale dura circa 2 ore.

In caso di Diastasi Addominale (Diastasi dei retti + Diastasi Retto-obliqua) l’intervento dura circa 3 ore

Gli obiettivi della tecnica:

  • elevata mini-invasività chirurgica e anestesiologica;
  • precisa ricostruzione tecnica anatomo-funzionale dei danni della parete addominale, riscontrati durante l’esecuzione della TC secondo il Protocollo Diagnostico LAP-T®;
  • ricostruire la “core stability”;
  • evitare le complicanze: sieroma, ematoma e recidiva;
  • una rapida ripresa della quotidianità, dell’attività sportiva e della qualità di vita.

In sintesi:

  • l’anestesia è più leggera, senza l’intubazione oro-tracheale e con la possibilità di rimanere svegli durante l’intervento chirurgico o di poter usufruire di una sedazione confortevole, in assenza di alcun sintomo;
  • Vengono eseguite 3 incisioni millimetriche sotto la linea dello slip;
  • l’intervento avviene in laparoscopia gas-less: sofisticata tecnica chirurgica nettamente meno invasiva della classica laparoscopia;
  • La ricostruzione anatomo-funzionale della parete addominale è personalizzata e finalizzata alla cura dei danni della parete stessa con l’esecuzione di dettagli estetici (per approfondimenti: LAP-T®Shape);
  • L’assenza di scollamenti tissutali consente di evitare le complicanze quali il sieroma (raccolta siero in uno spazio chirurgicamente creato) e l’ematoma (raccolta di sangue in uno spazio conseguente allo scollamento dei tessuti);
  • Le suture dei muscoli retti sono “tailored”, ovvero su misura. Le suture ricostruttive muscolo aponeurotiche vengono eseguite secondo dettami specifici: in considerazione dei vettori di forza lungo le linee di sutura, delle diverse entità pressorie della cavità addominale e della dinamica di movimento dei muscoli della parete addominale, al fine di una personalizzata ricostruzione anatomo-funzionale e di evitare le recidive;
  • Non viene applicato alcun tubo di drenaggio;
  • Nessun catetere vescicale durante la degenza post-operatoria;
  • La mini-invasività generale consente una ripresa immediata dopo l’intervento con rapida ripresa dell’attività sportiva, agonistica e della qualità della vita.

La validità della Tecnica LAP-T® risiede nella tecnica di sutura muscolo-aponeurotica tailored che viene eseguita e non dipende dall’utilizzo eventuale di una rete protesica.

L’applicazione di una rete protesica avviene solo nei casi con un danno parietale più importante.

Nei pazienti di sesso maschile in cui, per le caratteristiche e l’entità del danno della parete addominale, venga applicata necessariamente la retina, in una parte dei casi si tratta di una rete protesica assorbibile, quindi non permanente, sottile e non percettibile; in altri casi la retina protesica potrà essere parzialmente assorbibile, sottile e non percettibile.

Anche i sistemi di fissaggio e stabilizzazione della retina sono assorbibili.

Per approfondimenti: Rete protesica

È possibile viaggiare in auto, aereo o treno.

Una settimana circa dopo l’intervento.

È sconsigliabile il riposo dopo l’intervento.

Con la Tecnica LAP-T® il recupero è immediato così come il ritorno alle attività quotidiane.

Al rientro a casa è importante riprendere rapidamente le proprie attività quotidiane, ritrovando una piena autonomia mediamente entro una settimana dall’intervento.

Immediatamente al rientro a casa è possibile sollevare pesi fino a 10 kg senza difficoltà e timori.

3-4 giorni dopo l’intervento è possibile guidare l’automobile, dopo 2 settimane lo scooter.

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