La voce professionale e, più in generale, le attività artistiche che richiedono un elevato controllo della respirazione coinvolgono un complesso sistema di muscoli e strutture anatomiche.
Cantanti, attori di teatro, performer, strumentisti a fiato e altri professionisti che utilizzano la respirazione come componente essenziale della propria attività necessitano infatti di un controllo estremamente raffinato della muscolatura respiratoria e del tronco.
In queste attività, la respirazione non rappresenta soltanto una funzione fisiologica, ma diventa parte integrante della performance: contribuisce alla produzione e alla modulazione della voce, alla proiezione sonora, al controllo del fiato e alla gestione dello sforzo fisico.
In questo contesto, la diastasi dei muscoli retti dell’addome e la diastasi retto-obliqua assumono un significato particolare: le separazioni delle fasce muscoli determinano infatti un’alterazione dell’architettura della parete addominale e possono modificare la capacità del tronco di gestire efficacemente le variazioni di pressione intra-addominale durante la respirazione e la fonazione.
La presenza di una diastasi addominale può comportare le seguenti problematiche:
La respirazione e la gestione delle pressioni all’interno del tronco dipendono dall’interazione coordinata di diverse strutture anatomiche, tra cui il diaframma e la parete addominale.
Nel canto, nella recitazione e soprattutto nell’utilizzo degli strumenti a fiato, l’espirazione non è solamente un processo passivo ma diventa un processo attivamente e particolarmente controllato.
Durante l’espirazione controllata, i muscoli della parete addominale si contraggono, determinando un aumento della pressione intra-addominale che favorisce la risalita del diaframma. La conseguente riduzione del volume della cavità toracica comprime i polmoni, facilitando la fuoriuscita dell’aria.
I principali muscoli coinvolti durante l’espirazione sono:
Durante l’espirazione attiva e la fonazione, la muscolatura della parete addominale viene utilizzata secondo uno schema coordinato e variabile.
Gli studi indicano un ruolo particolarmente rilevante della muscolatura laterale della parete, in particolare degli obliqui e del trasverso dell’addome, mentre il contributo del retto dell’addome varia in funzione della richiesta respiratoria e del compito svolto.
Nei cantanti professionisti è stata inoltre osservata una strategia caratterizzata da un maggiore coinvolgimento della muscolatura laterale e da una relativa riduzione dell’attivazione del retto dell’addome, rispetto ai cantanti meno esperti.
Una parete addominale compromessa modifica questo delicato equilibrio e la ridotta efficienza della parete addominale può determinare l’utilizzo di strategie compensatorie, con un diverso reclutamento dei muscoli respiratori e posturali. Il risultato può essere una maggiore richiesta muscolare per ottenere lo stesso controllo respiratorio, con possibile aumento della percezione dello sforzo e della fatica durante prestazioni prolungate.
Nel cantante, nell’attore e nel performer:
Per gli strumentisti a fiato il rapporto è ancora più evidente perché il flusso e la pressione dell’aria costituiscono direttamente la sorgente energetica necessaria alla produzione del suono. A seconda dello strumento, sono richiesti diversi livelli di pressione, flusso e durata dell’espirazione
Una disfunzione della muscolatura respiratoria può quindi ripercuotersi su:
La valutazione della diastasi dovrebbe, quindi, essere funzionale e personalizzata, considerando non soltanto il danno della parete addominale, ma anche la qualità delle strutture muscolari, la capacità di attivazione della parete addominale, la respirazione, la postura e le richieste specifiche dell’attività professionale.
Il Protocollo diagnostico LAP-T® in TC è stato ideato dal Professor Giuseppe Pozzi nel 2016 per lo studio tecnico approfondito nella diastasi addominale e della sua complicanze. La TC 3D low dose dell’addome viene eseguita senza mezzo di contrasto e con l’esecuzione di manovre specifiche, al fine di mettere in luce i difetti della parete addominale sia nei punti di vista anatomico e funzionale.
Nel protocollo diagnostico LAP-T® l’informazione chiara al paziente riveste un ruolo fondamentale. Nel 2016, con l’impiego di software specifici, il Professor Pozzi ha quindi ideato delle immagini 3D che potessero rendere più agevole la comprensione della patologia nei suoi dettagli.
Quando la diastasi è associata a una significativa compromissione funzionale della parete addominale e le strategie conservative non risultano sufficienti, la correzione chirurgica della parete può rappresentare un’opzione terapeutica da valutare caso per caso.
L’obiettivo dell’intervento non dovrebbe essere considerato semplicemente come la riparazione della parete addominale compromessa, ma come il recupero dell’integrità anatomica e della funzione della parete addominale, utilizzando tecniche chirurgiche ed anestesiologiche il più possibile mini-invasive e che possano consentire un rapido ritorno alle attività quotidiane ed a quelle professionali.
La valutazione preoperatoria, secondo il Protocollo LAP-T®, deve quindi tenere conto anche delle specifiche richieste della professione: modalità respiratoria, durata delle performance, necessità di proiezione vocale, controllo posturale e carichi fisici associati all’attività artistica.
Il recupero della voce e della performance musicale nei musicisti sottoposti a intervento ricostruttivo della parete addominale rappresenta un obiettivo funzionale di particolare rilevanza, poiché la pratica musicale richiede un controllo fine e coordinato della muscolatura addominale, della respirazione e della pressione intra-addominale.
In particolare, per cantanti e strumentisti a fiato, l’integrità e la funzionalità della parete addominale contribuiscono in maniera significativa alla gestione del supporto respiratorio, al controllo del flusso d’aria e, conseguentemente, alla qualità, alla stabilità e alla resistenza della performance.
Un intervento ricostruttivo efficace non dovrebbe pertanto limitarsi al ripristino dell’integrità anatomica della parete, ma mirare anche al recupero della sua funzione, consentendo al musicista di ritornare progressivamente alle normali attività professionali e artistiche. Il recupero funzionale assume inoltre un’importante dimensione psicologica e professionale, poiché la possibilità di riprendere pienamente la propria attività musicale contribuisce al benessere, all’autonomia e alla qualità di vita del paziente.
Sono tanti gli interrogativi che ci vengono posti quando si sospetta di avere una diastasi e non si sa come procedere per ottenere una diagnosi corretta, così come le domande relative a ciò che ci si può aspettare durante il ricovero e nei giorni successivi all’intervento chirurgico eseguito con Tecnica LAP-T®:
L’intervento di ricostruzione funzionale della parete addominale con laTecnica LAP-T® è possibile per molte categorie di performer, ad esempio:
La Tecnica LAP-T® consente di poter effettuare l’intervento in qualsiasi periodo dell’anno.
Sì. L’obiettivo del percorso post-operatorio è accompagnare il Professionista verso un rapido recupero delle proprie capacità performative. A tal fine, verrà predisposto un programma riabilitativo personalizzato, definito in relazione alle condizioni funzionali preoperatorie, al tipo di intervento eseguito e alle specifiche esigenze legate alla professione svolta.
Il percorso sarà mirato a favorire il recupero della funzionalità, della coordinazione respiratoria e del controllo muscolare necessari per un ritorno sicuro ed efficace all’attività professionale e alle performance.
2 giorni normalmente
All’ingresso vengono eseguiti tutti esami propedeutici all’intervento chirurgico e una TC addome senza mezzo di contrasto secondo il Protocollo diagnostico LAP-T®.
Il giorno stesso viene eseguito l’intervento chirurgico e nel pomeriggio un meritato riposo.
Il giorno successivo inizia un’intensiva riabilitazione motoria lungo il corridoio, salendo e scendendo le scale.
Dopo circa 48 ore dall’intervento avviene la dimissione.
La Tecnica LAP-T® consente di ridurre l’invasività sul paziente durante l’atto chirurgico, e di conseguenza, in mani esperte, si modula l’anestesia e la sua profondità, in base alle fasi dell’intervento. Anche la ridotta invasività anestesiologica, come la mini-invasività chirurgica, è finalizzata a ridurre il trauma e ad una rapida ripresa del paziente nel periodo post-operatorio.
L’anestesia può essere
Il risultato, soprattutto con questa seconda modalità, è entusiasmante.
Per approfondimenti: Anestesia senza intubazione.
La ricostruzione della Diastasi dei Muscoli Retti e delle patologie erniarie della linea mediana addominale dura circa 2 ore.
In caso di Diastasi Addominale (Diastasi dei retti + Diastasi Retto-obliqua) l’intervento dura circa 3 ore
Gli obiettivi della tecnica:
In sintesi:
La validità della Tecnica LAP-T® risiede nella tecnica di sutura muscolo-aponeurotica tailored che viene eseguita e non dipende dall’utilizzo eventuale di una rete protesica.
L’applicazione di una rete protesica avviene solo nei casi con un danno parietale più importante.
Nei pazienti di sesso maschile in cui, per le caratteristiche e l’entità del danno della parete addominale, venga applicata necessariamente la retina, in una parte dei casi si tratta di una rete protesica assorbibile, quindi non permanente, sottile e non percettibile; in altri casi la retina protesica potrà essere parzialmente assorbibile, sottile e non percettibile.
Anche i sistemi di fissaggio e stabilizzazione della retina sono assorbibili.
Per approfondimenti: Rete protesica
È possibile viaggiare in auto, aereo o treno.
Una settimana circa dopo l’intervento.
Dopo l’intervento non è consigliabile stare a riposo.
Con la Tecnica LAP-T® il recupero è immediato così come il ritorno alle attività quotidiane.
Al rientro a casa è importante riprendere rapidamente le proprie attività quotidiane, ritrovando una piena autonomia mediamente entro una settimana dall’intervento.
3-4 giorni dopo l’intervento è possibile guidare l’automobile, dopo 2 settimane lo scooter.
Al termine dell’intervento con Tecnica LAP-T® è possibile procedere, quando indicato, al trattamento della cute caratterizzata da alterazioni distrofiche, esiti cicatriziali o eccesso cutaneo. La scelta dell’approccio terapeutico deve essere personalizzata sulla base dell’entità e delle caratteristiche dell’alterazione cutanea, al fine di individuare il trattamento più appropriato e meno invasivo per il singolo caso (per approfondimenti: Diastasi: Tecnica LAP-T® e cute).