Il laparocele si risolve efficacemente in laparoscopia mini-invasiva Gas-Less con l’utilizzo della Tecnica LAP-T®, caratterizzata dall’innovativa sutura e chiusura del difetto muscolare ed il posizionamento di una rete protesica a rinforzo della ricostruzione eseguita.
Obiettivo:
“Restituito ad integrum Anatomica Funzionale Estetica della parete addominale con la minor invasività chirurgica ed anestesiologica scientificamente realizzabile”
Il laparocele è la fuoriuscita di tessuto, prevalentemente intestinale, dalla cavità addominale attraverso il cedimento e l’apertura della parete addominale nella sede di pregresso intervento chirurgico.
Il laparocele si presenta come una tumefazione nella sede della cicatrice chirurgica e può esordire con una sintomatologia dolorosa addominale, alternante o, in alcuni casi, acuta, tale da richiedere un accesso al pronto soccorso e un intervento chirurgico d’urgenza per strozzamento e occlusione intestinale.
È necessario precisare che:
Il cedimento della parete addominale operata è frequentemente influenzato dai seguenti fattori:
voluminoso Laparocele mediano con erniazione di intestino
Il Laparocele si risolve efficacemente con un intervento chirurgico.
La cura del paziente va perseguita con l’obiettivo di ottenere il massimo risultato con la minima invasività chirurgica ed anestesiologica possibile.
L’intervento ricostruttivo, condotto quindi con tecniche possibilmente mini-invasive, ha l’obiettivo di ripristinare:
La Chirurgia Tradizionale è oggettivamente invasiva: affronta la patologia riaprendo la vecchia cicatrice, attraverso un’incisione spesso più estesa nella regione sede del precedente intervento e dell’attuale localizzazione del laparocele.
La Chirurgia Laparoscopica Classica (tecnica Bridge) copre il difetto muscolare con una rete protesica applicata sul versante interno addominale, consentendo una ricostruzione parziale. La breccia muscolare non viene suturata ma lasciata aperta, affidando completamente alla rete protesica impiantata.
A mio parere, tutto ciò è ancora insufficiente.
Ritengo che l’obiettivo di una chirurgia attuale, rispettosa del paziente e della sua qualità di vita, dovrebbe prevedere:
- la sutura ricostruttiva muscolare della “breccia del laparocele”, ovvero del difetto muscolo-aponeurotico del laparocele;
- il ripristino anatomico, funzionale ed estetico alla parete addominale;
- percorsi chirurgici il più possibile mini-invasivi, associati ad anestesie più leggere e meno gravose per l’organismo;
- il rapido recupero della propria quotidianità, del proprio stile di vita e della propria qualità di vita.
La cura del paziente va perseguita, infatti, con l’obiettivo di ottenere il massimo risultato anatomico, funzionale ed estetico attraverso la minima invasività scientificamente possibile.
La personale Tecnica LAP-T®in laparoscopia mini-invasiva gas-less rappresenta una risposta attuale ed efficace e si caratterizza per:
La sutura muscolare laparoscopica, può essere eseguita sia nel laparocele laterale, o di confine, sia, più frequentemente, nel laparocele mediano, la cui estensione sulla linea mediana può essere totale o parziale (sotto-sternale, epigastrico, mesogastrico, ipogastrico, ombelicale).
Nel Laparocele mediano, in presenza della Diastasi dei muscoli retti, la ricostruzione della linea mediana comprende sia la riparazione della diastasi che del laparocele.
La ricostruzione stabile del difetto e della linea mediana addominale avviene mediante suture muscolo-aponeurotiche, con dettagli dedicati al caso clinico specifico e definiti sulla base dell’accurato studio radiologico pre-operatorio.
La sutura muscolo-aponeurotica viene eseguita sul versante posteriore della parete addominale, rispettando l’anatomia della linea alba, senza inibire, ma anzi consentendo, la cosiddetta forma “a tartaruga” dei muscoli dell’addome.
Nel laparocele periferico — sottocostale destro o sinistro, pararettale destro o sinistro, della fossa iliaca — la ricostruzione del difetto, anche voluminoso, della parete addominale muscolare viene eseguita mediante una riparazione stabile con suture interne dei muscoli, con dettagli dedicati al caso clinico specifico e definiti sulla base dell’accurato studio radiologico pre-operatorio.
La sutura muscolo-aponeurotica viene eseguita sul versante posteriore della parete addominale, rispettando l’anatomia di queste regioni, caratterizzate da una struttura muscolare multipiano.
L’impiego di sottili mesh (reti protesiche), parzialmente riassorbibili o non riassorbibili, consente il rinforzo della ricostruzione, stimolando la produzione di tessuto del paziente e ricostituendo in modo sicuro ed efficace il piano aponeurotico posteriore dei muscoli retti e laterali.
3 giorni dopo l’intervento ricostruttivo di un voluminoso Laparocele mediano in Video Laparoscopia Gas Less Tecnica LAP-T® + Riconfezionamento della cicatrice mediana nella stessa seduta operatoria
l’intervento ricostruttivo mini laparoscopico gas-less si pone l’obiettivo della “Restitutio ad Integrum Anatomica – Funzionale con dettagli estetici” della parete addominale con la minima invasività chirurgica ed anestesiologica.
Dopo l’intervento ricostruttivo video laparoscopico gas less Tecnica LAP-T®; inizia la riabilitazione in palestra (fascia contenitiva addominale)
Rapida ripresa della attività di body builder dopo la ricostruzione con Tecnica LAP-T®
3 mesi dopo ricostruzione, in Video Laparoscopia-gas less Tecnica LAP-T®, di Laparocele Mediano a seguito di intervento laparotomico d’urgenza.
Sono poco evidenti i 3 punti di accesso laparoscopico in sede sovrapubica della Tecnica LAP-T®
Atleta agonista Body Builder, dopo interventi chirurgici d’urgenza, con un Laparocele Mediano pluriconcamerato e Laparocele in fianco destro, esiti cicatriziali e perdita dell’ombelico.
Step:
Purtroppo Michele non è più tra noi dopo un incidente stradale, che ha lasciato il mondo dello sport, gli amici, la famiglia e tutti gli affetti con il cuore in lacrime. Un ultimo saluto a Michele, un atleta che nel corso del tempo è diventato un amico. Ti ringrazio ancora per stima e la fiducia che hai riposto in me durante tutto il percorso di cura… Sono sicuro che avrai già trovato lassù un luogo dove allenarti con la tenacia e la grinta di sempre. Ciao Michele
Sono tanti gli interrogativi che ci vengono posti quando si sospetta di avere un laparocele e non si sa come procedere per ottenere una diagnosi corretta, così come le domande relative a ciò che ci si può aspettare durante il ricovero e nei giorni successivi all’intervento chirurgico eseguito con Tecnica LAP-T®:
Il segnale più frequente è la comparsa di una tumefazione in corrispondenza di una precedente cicatrice chirurgica, più evidente in piedi, durante la tosse o sotto sforzo. Può essere associata a dolore, tensione o senso di peso, ma può anche essere asintomatica. La diagnosi richiede la valutazione di uno specialista.
Il laparocele può inizialmente essere asintomatico, ma può aumentare progressivamente di dimensioni e può essere soggetto a complicanze come incarceramento, strozzamento e, nei casi più gravi l’occlusione intestinale.
È importante rivolgersi a un chirurgo specialista per confermare la diagnosi e valutare tempestivamente il trattamento più appropriato. È consigliabile evitare sforzi fisici e l’attività sportiva.
L’ecografia della parete addominale può evidenziare sede, dimensioni e contenuto del difetto. La TC 3D o la Risonanza Magnetica consentono una valutazione più approfondita. La scelta dell’esame deve essere stabilita dallo specialista, considerando anche la patologia che aveva determinato il precedente intervento.
Sì. La pancera contenitiva è necessaria in attesa dell’intervento chirurgico ricostruttivo. Non risolve il laparocele e deve essere prescritta dal chirurgo, che ne stabilisce il tipo e la modalità di utilizzo.
No. È opportuno evitare sforzi intensi, esercizi per la muscolatura addominale e attività sportive che aumentino significativamente la pressione addominale.
Gli obiettivi della tecnica:
In sintesi:
3 giorni normalmente
All’ingresso vengono eseguiti tutti esami propedeutici all’intervento chirurgico e una TC addome senza mezzo di contrasto secondo il Protocollo diagnostico LAP-T®.
Il giorno stesso viene eseguito l’intervento chirurgico e nel pomeriggio un meritato riposo.
Il giorno successivo inizia un’intensiva riabilitazione motoria lungo il corridoio, salendo e scendendo le scale.
Dopo circa 72 ore dall’intervento avviene la dimissione.
La Tecnica LAP-T® consente di ridurre l’invasività sul paziente durante l’atto chirurgico, e di conseguenza, in mani esperte, si modula l’anestesia e la sua profondità, in base alle fasi dell’intervento. Anche la ridotta invasività anestesiologica, come la mini-invasività chirurgica, è finalizzata a ridurre il trauma e ad una rapida ripresa del paziente nel periodo post-operatorio.
L’anestesia può essere
Il risultato, soprattutto con questa seconda modalità, è entusiasmante.
Per approfondimenti: Anestesia senza intubazione
La validità della Tecnica LAP-T® risiede nella tecnica di sutura muscolo-aponeurotica tailored che viene eseguita.
L’applicazione di una rete protesica avviene sempre ed è complementare alla sutura ricostruttiva muscolo-aponeurotica
Per approfondimenti: Rete protesica
È possibile viaggiare in auto, aereo o treno.
Una settimana circa dopo l’intervento.
Non è consigliabile stare a riposo dopo l’intervento chirurgico con la Tecnica LAP-T®; il recupero è immediato così come il ritorno alle attività quotidiane.
Al rientro a casa è importante riprendere rapidamente le proprie attività quotidiane, ritrovando una piena autonomia mediamente entro una settimana dall’intervento.
3-4 giorni dopo l’intervento è possibile guidare l’automobile, dopo 2 settimane lo scooter.
Sì. La Tecnica LAP-T® è una tecnica mini-invasiva che consente di trattare, oltre al laparocele, anche diverse tipologie di ernie della parete addominale.
È possibile anche trattare e risolvere più patologie nello stesso tempo chirurgico, evitando la necessità di interventi separati, come ad esempio la rimozione della colecisti e la rimozione della cisti-ovarica.
Sì. Con la Tecnica LAP-T® è possibile programmare il ritorno all’attività sportiva, anche a livello agonistico, attraverso un percorso di recupero rapido e personalizzato.
La riabilitazione della parete addominale può iniziare dopo 7-10 giorni dall’intervento, secondo le condizioni cliniche individuali.
Gli esercizi specificamente finalizzati alla ripresa dell’attività sportiva possono essere introdotti dopo 3-4 settimane dopo l’intervento, con una progressione modulata in relazione alla risposta del paziente e alle caratteristiche dell’attività praticata.
Nel caso dell’attività sportiva agonistica, i tempi e le modalità del ritorno allo sport vengono definiti individualmente, tenendo conto della disciplina praticata, dell’intensità e del livello di performance richiesto.