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Ernia ombelicale ed il suo trattamento

Ernia ombelicale

Che cos’è l’Ernia Ombelicale?

L'ernia ombelicale è considerata l'ernia più frequente dalla parete addominale anteriore.

Si riscontra:

  • nei soggetti che hanno eseguito eccessivi sforzi fisici occasionali
  • negli sportivi
  • nella donna in gravidanza o dopo il parto
  • nei pazienti in sovrappeso e obesi o successivamente al dimagrimento
  • nei soggetti con predisposizione familiare, anche se di costituzione fisica magra
  • dopo interventi chirurgici eseguiti con la classica tecnica laparoscopica, che introduce nell’ombelico il trocar di maggiori dimensioni (laparocele ombelicale)

Come si diagnostica l’ernia ombelicale?

1. Autovalutazione

L’ernia ombelicale si evidenzia facilmente con un esame autogestito dal paziente in piedi di fronte allo specchio, dove è possibile evidenziare una tumefazione rotondeggiante o ovalare che emerge in sede mediana nella regione ombelicale.

Ernia ombelicale autovalutazione

2. Ecografia, RM, TC

L’ecografia è dimostrativa dell’esatta dimensione dell’ernia e del diametro del difetto della parete addominale attraverso cui l’ernia stessa esce all’esterno, così come del contenuto: ernia adiposa o ernia intestinale, più pericolosa per le gravi complicanze che può provocare.

L’ecografia, Risonanza Magnetica o ancora meglio una TC senza mezzo di contrasto, eseguita con il protocollo LAP-T dovrà valutare l’intera parete addominale anteriore per riconoscere se l’ernia ombelicale sia una patologia isolata e se associata ad eventuali altre ernie, come l’ernia inguinale o l’ernia epigastrica.

ATTENZIONE: è molto importante valutare l’intera parete addominale per capire se

  • l’ernia ombelicale è la patologia primitiva 
  • l’ernia ombelicale è la complicanza di un’altra patologia, la Diastasi dei Muscoli Retti

La Diastasi dei Muscoli Retti è infatti frequentemente la causa dell’insorgenza dell’ernia ombelicale.

In questo caso specifico  operare solo l’ernia ombelicale vorrebbe dire esporsi ad un alto tasso di recidiva.

La soluzione definitiva sta nel ricostruire la Diastasi dei Muscoli Retti e l’Ernia Ombelicale durante lo stesso intervento chirurgico mini invasivo. 

Ernia e diastasi

Come si cura?

Il trattamento dell’Ernia Ombelicale

La cura dell’ Ernia Ombelicale purtroppo è solo chirurgica.

In presenza di altre ernie, come ad esempio un’ernia epigastrica, inguinale o crurale, siano esse monolaterali che bilaterali, sarà possibile trattarle nel corso di un unico intervento chirurgico mini-invasivo.

Quali sono le principali tecniche chirurgiche per eliminare l’ernia ombelicale?

Tecnica Open

La Tecnica open trans-ombelicale prevede un’ incisione intra-ombelicale, nei casi semplici ed iniziali.

Si usa quando:

  • il difetto della parete addominale è inferiore a 15 millimetri;
  • l’ernia è adiposa;
  • il paziente non è obeso;
  • il paziente non è sportivo;
  • non è presente la diastasi dei muscoli retti;
  • non sono presenti altre ernie concomitanti.

Laparoscopia mini-invasiva Gas Less

La Laparoscopia mini-invasiva Gas Less è una tecnica meno invasiva e prevede 3 piccoli punti di accesso sotto il segno dello slip.

Si usa quando:

  • il difetto della parete addominale è maggiore di 15 millimetri;
  • l’ernia ombelicale (laparocele ombelicale) consegue a un intervento eseguito con tecnica classica laparoscopica;
  • l’ernia è a contenuto adiposo o intestinale;
  • il paziente è normopeso, sovrappeso o obeso;
  • il paziente è sportivo (pratica sport agonistico e non agonistico);
  • è presente la diastasi dei muscoli retti;
  • ci sono altre ernie concomitanti;
  • il paziente non desidera cicatrici evidenti in regione ombelicale.
Sala operatoria

Laparoscopia mini-invasiva, in cosa consiste l’intervento?

Da cosa è caratterizzata la Laparoscopia mini-invasiva? In cosa consiste l’intervento chirurgico? Vediamo i dettagli di questa tecnica.

L’Intervento chirurgico può essere eseguito in modo diverso in relazione alla gravità della patologia ed alla tipologia di paziente.

Di seguito si analizzano le principali tecniche chirurgiche più usate per il trattamento delle ernie ombelicali.

  • L’anestesia può essere locale o generale.  In entrambi i casi sarà leggera e dedicata, senza intubazione oro-tracheale ma con l’uso di una semplice mascherina ed il respiro spontaneo del paziente;
  • Vengono effettuate 3 micro incisioni di 3-5 millimetri sotto il segno dello slip, che saranno sempre meno visibili col passare del tempo;
  • Laparoscopia mini-invasiva Gas-Less, cioè con basse pressioni addominali di CO2 (Anidride Carbonica) 0-4 millimetri di mercurio, senza assorbimento nel sangue di anidride carbonica ed irritazione della parete addominale interna, con netta riduzione del dolore postoperatorio;
  • Si eliminano totalmente le ernie presenti;
  • Si impiega l’innovativa sutura utile alla chiusura del difetto ombelicale, con ricostruzione dei piani anatomici della parete addominale e ripristino della corretta anatomia;
  • Si esegue la Reintroflessione estetica dell’ombelico;
  • Si posiziona una rete protesica per stabilizzare in modo efficace e durevole il risultato nel tempo ed evitare le recidive. Queste reti possono essere sintetiche completamente riassorbibili, parzialmente riassorbibili o permanenti. Sono sempre estremamente sottili e leggere, non percettibili e fortificano la parete operata aumentandone la capacità di resistenza nel tempo. In casi più selezionati si possono usare reti biologiche in grado di essere gradualmente colonizzate e sostituite dalle cellule del paziente;
  • L’intervento richiede generalmente un day hospital diurno o una notte di degenza;
  • Rapida ripresa delle attività quotidiane: sarà possibile fare la doccia dopo solo 48 ore, il bagno in piscina dopo 7 giorni, in mare dopo 10 giorni, guidare l’auto dopo 48 ore, il due ruote dopo 7-10 giorni;
  • Rapido ritorno all’attività sportiva e allo sport agonistico.
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