Nella chirurgia della parete addominale le reti protesiche possono essere usate come
Nella classica Addominoplastica, dopo la sutura della linea mediana, la rete può essere applicata nel piano sottocutaneo.
Quando la riparazione avviene in VideoLaparoscopia, in VideoLaparoscopia Robot Assistita (robotica) o in VideoLaparoscopia Gas Less Tecnica LAP-T®, se l’intervento viene eseguito da Chirurghi di elevata esperienzala, rete può essere applicata in tre diversi piani, sia in sede Retromuscolare che Preperitoneale o Intraperitoneale.
La ricostruzione fisiologica della linea mediana addominale e dell’orifizio ombelicale avviene con sutura viene eseguita con tecnica personalizzata al caso clinico ed alla tipologia di paziente trattato.
Lo studio accurato del danno della parete addominale definisce come eseguire la sutura ricostruttiva nella Tecnica LAP-T®, quali fili impiegare, il loro diverso calibro, se assorbitili ed a quale differente tempo di riassorbimento, o fili non assorbibili nel tempo.
Il tutto affinché la ricostruzione della diastasi sia stabile nel tempo e che possa essere resistente alle diverse sollecitazioni nei movimenti del corpo, alla flesso-estensione della parete addominale e durante le differenti attività giornaliere.
In questi casi le reti protesiche:
Le Retine Protesiche possono essere:
In termini generali la retina viene posizionata più posteriormente possibile alla parete addominale, zona di impatto della pressione addominale positiva
Pensare di posizionare la rete protesica nello stesso piano di lavoro in tutti i casi clinici non è una corretta strategia e non è la scelta migliore, poiché:
La Tecnica LAP-T® consente un intervento Tailored (su misura), con la scelta del piano di posizionamento della protesi:
Retromuscolare: nel piano tra la fascia posteriore dei muscoli retti ed i fasci muscolari.
PrePeritoneale: tra la fascia posteriore dei muscoli retti ed il peritoneo
Intraperitoneale:
Le reti ad impianto intraperitoneale vengono utilizzate a volte come elemento ingiustificato di terrorismo sul paziente.
Si tratta purtroppo di medici, nella migliore delle ipotesi, con
Nella peggiore delle ipotesi assistiamo ad una mera e deliberata strumentalizzazione di casi isolati per creare paure ingiustificate nel pazienti, come se quei rari casi rappresentassero la normalità, il tutto con fini personali e molto lontani dall’etica professionale e dall’interesse del paziente.
La realtà è che ogni anno vengono eseguiti centinaia di migliaia di impianti di reti intraperitoneali nel mondo con tecniche di chirurgia open, in laparoscopia robot assistita (robotica), in laparoscopica classica o laparoscopica gas less.
I rari casi di complicanze, sono prevalentemente da riferire a:
Affidarsi ad un chirurgo di riconosciuta e consolidata esperienza è quindi un fattore determinante per la riuscita dell’intervento ed i suoi risultati nel tempo.
Nella Tecnica LAP-T® si pone la massima attenzione a tutti i dettagli della ricostruzione:
La versatilità della Tecnica LAP-T®permette di selezionare ed utilizzare il migliore piano di posizionamento della rete, sia esso
per ogni paziente in modo specifico, al fine di evitare problematiche legate alla tenuta dell’intervento nel tempo, le recidive di malattia ed ottenere i migliori risultati.
La rete protesica va sempre fissata e correttamente stabilizzata indipendentemente dalla tecnica utilizzata. Il corretto fissaggio della protesi evita la dislocazione e la migrazione durante il movimento del corpo, la formazione del sieroma, la recidiva e le complicanze associate.