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Diastasi addominale: cos’è, come riconoscerla e come si cura

Diastasi dei Muscoli Retti e la Diastasi Addominale:
cos’è, come riconoscerla e come si cura

La diastasi addominale è una patologia ancora poco conosciuta. Si tratta di una condizione che può interessare soprattutto le donne dopo una gravidanza, ma non solo.

Vediamo cos’è la diastasi addominale, come si può riconoscere e quando bisogna intervenire chirurgicamente.

La Diastasi dei Muscoli Retti consiste nella separazione ed il progressivo allontanamento dei muscoli retti addominali dalla linea mediana e nella trasformazione della linea alba in una lamina aponeurotica, non più in grado di contenere i visceri addominali.

Consegue allo stretching patologico dei muscoli retti e delle fasce di rivestimento aponeurotico, che subiscono una forzata distensione, assottigliamento e parcellare lacerazione, per un incremento della pressione addominale che supera la capacità di resistenza tissutale.

Si può complicare con la presenza di ernie lungo la linea mediana: la più frequente è l’ernia ombelicale.

Il danno può includere anche la regione laterale dell’addome con la comparsa di Diastasi Retto-Obliqua o Diastasi Laterale e le sue complicanze erniarie.

Si possono inoltre riscontrare  lacerazioni dei fasci muscolari e dei margini muscolari

Questo quadro più ampio e complesso definisce il concetto di Diastasi Addominale.

Diastasi addominale, perché viene?

L’aumento di pressione e volume della cavità addominale, conseguente alla gravidanza, all’obesità, allo sport ed all’eccessivo sforzo fisico, determina uno stretching della parete addominale con danno alle strutture muscolari, alle fasce aponeurotiche che avvolgono i muscoli e può determinare la separazione o diastasi muscolare, che può essere di due tipi:

1) diastasi mediana nota come diastasi dei muscoli retti: separazione dei muscoli retti sulla linea mediana, che rappresenta la forma più comune; 

2) diastasi laterale: separazione dei muscoli retti dai muscoli obliqui, presente nei casi di danno maggiore. Si possono rilevare frequentemente aree di lacerazione dei muscoli retti associate.

Le ernie addominali complicano la diastasi dei muscoli retti. L’ernia ombelicale rappresenta la complicanza più comune. Sulla linea mediana addominale possono comparire inoltre l’ernia epigastrica l’ernia mesogastrica e l’ernia ipogastrica. Sulle linea laterali addominali, denominate linee semilunari, si possono riscontrare ernie con meno frequenza.

Diastasi e gravidanza

Quali sono le cause più comuni?

Vediamo nel dettaglio le cause più comuni della diastasi.

Gravidanza

La diastasi:

  • è evidente nel 66% delle donne nel terzo trimestre;
  • persiste nel 25-60% delle donne dopo il parto;
  • interessa soprattutto le donne che hanno esercitato attività sportiva prima e durante la gravidanza.

La percentuale aumenta nelle gravidanze successive e nelle gravidanze gemellari, così come anche l’entità della diastasi e del danno parietale.

L’intervento chirurgico è preferibile che venga eseguito quindi appena possibile

  • con tecnica mini-invasiva
  • che consenta un rapido recupero della qualità di vita
  •  che possa permettere gravidanze successive.

La Tecnica LAP-T®risponde pienamente a questi requisiti

per approfondimenti visita la pagina Diastasi nella Donna

Diastasi sport

per approfondimenti visita la pagina Diastasi e Sport

Eccessivo Sport e Sforzo Fisico

L’attività sportiva non correttamente regolamentata e l’eccessivo sforzo fisico possono comportare involontariamente il superamento della resistenza dei tessuti della parete addominale con lacerazione dei piani muscolo aponeurotici. Il danno si manifesta più frequentemente

  • a livello dei fasci dei muscoli retti
  • lungo i margini mediali dei muscoli retti
  • lungo la linea alba con separazione dei muscoli retti. di diastasi dei muscoli retti.

Ne consegue la formazione della diastasi dei muscoli retti e le frequenti  complicanze erniarie, prima tra tutte l’ernia ombelicale.

La modificazione dell’anatomia della parete addominale determina una alterata funzione e capacità contrattile muscolare, con conseguente riduzione della performance ed un inevitabile progressivopeggioramento del quadro clinico.

L’intervento chirurgico è preferibile che venga eseguito quindi:

  • con tecnica mini-invasiva
  • senza scollamenti tissutali
  • con rispetto dei piani muscolari
  • che consenta un rapido recupero della attività sportiva, anche agonistica

La Tecnica LAP-T® risponde pienamente a questi requisiti

Aumento ponderale e obesità

L’aumento progressivo o intermittente del peso corporeo e soprattutto del grasso viscerale determina:

  • un incremento della pressione addominale
  • un aumento della circonferenza addominale
  • la modificazione anatomica delle strutture muscolo aponeurotiche conseguente allo stretching della parete addominale
  • La formazione della Diastasi dei Muscoli Retti conseguente alla trasformazione della linea alba in una lamina aponeurotica non in grado di contenere adeguatamente i visceri addominali 
  • la formazione di ernie, di cui la più frequente è l’ernia ombelicale
  • la distensione della linea semilunare e la formazione della  o Diastasi Retto Obliqua o Diastasi Laterale e delle sue complicanze erniarie
  • la riduzione dello spessore muscolare e della funzione contrattile.

L’aumento ponderale cronico e/o intermittente determina la quindi una modificazione anatomica e funzionale della parete addominale, ancora più evidente dopo un programma di riduzione del peso corporeo.

Il programma di cura prevede prevede

  • la riduzione del peso corporeo
  • l’intervento chirurgico ricostruttivo mini invasivo per la cura dei danni della parete addominale
  • la fisioterapia riabilitativa per ripristinare la funzione, il tono e capacità contrattile dei muscoli della parete addominale.

per approfondimenti visita la pagina Diastasi nell’Uomo

Familiarità e genetica

Tra i fattori che potrebbero causare diastasi addominale troviamo le malattie del collagene, con le modificazioni tissutali che determinano.

Età

L’età avanzata comporta una lassità tissutale con 

  • la riduzione dello spessore tono e capacità contrattile dei muscoli della parete addominale
  • la formazione della diastasi addominale

Come riconoscere la diastasi addominale? Valutazione e diagnosi

Per capire se si è in presenza di diastasi ed avere una diagnosi specifica del proprio caso il primo passo da seguire è quello di eseguire un piccolo test di valutazione.

Fase 1: L’autovalutazione

Per iniziare bisogna tenere presente che il test deve essere eseguito in posizione supina, con le gambe piegate e i piedi ben saldi a terra. 

Valutiamo innanzitutto la presenza e l’entità della diastasi dei muscoli retti:

  • solleviamo leggermente la testa e le spalle da terra contraendo i muscoli retti come per effettuare un “crunch” .
  • quando è presente una diastasi dei muscoli retti, si rileva lungo la linea mediana una protuberanza, un bulging, una “pinna”  
  • Per valutare la presenza è l’entità della diastasi, bisogna ricercare con le dita i margini separati dei muscoli retti. Se almeno due dita entra nello spazio tra i muscoli retti, potremmo essere in presenza della diastasi.

Valutiamo ora la funzione residua dei muscoli retti in presenza di diastasi

  • solleviamo ancora di più la testa e le spalle da terra contraendo i muscoli retti come per effettuare un “crunch” più intenso.
  • Se con l’aumento della contrazione addominale lo spazio tra i muscoli retti si riduce, la funzione contrattile è ancora presente ed è un buon segno
Valutazione

Fase 2: La Diagnosi Strumentale

Se il Test di Autovalutazione ha rivelato la presenza di una possibile diastasi, per avere la diagnosi accurata bisognerà rivolgersi a uno specialista, che in sede di visita valuterà il caso specifico e indicherà quali saranno gli esami diagnostici da effettuare (generalmente un’ ecografia della parete addominale o TC).

Ecografia della parete addominale

Entro 2 mesi dal parto si può eseguire una Ecografia della parete addominale

  • in posizione supina
  • in posizione eretta,
  • a riposo
  • in contrazione muscolare

per escludere o valutare la presenza e l’entità della Diastasi dei Retti di concomitanti ernie della linea mediana addominale (ombelicale, epigastrica, ipogastrica) e della regione inguinale e crurale.

Prof Giuseppe Pozzi ecografia

Studio ecografico dinamico anatomico e funzionale dei muscoli della parete addominale

Protocollo diagnostico LAP-T®

TC dinamica della parete addominale senza mezzo di contrasto

RM della parete addominale solo in casi specifici

Il protocollo LAP-T® ha la funzione di individuare in modo tecnico-specifico tutti i danni della parete addominale e non solo: pone l’attenzione sulle patologie della colonna vertebrale, sulla presenza di ernie inguinali o crurali e con l’ausilio della Risonanza Magnetica con programma dedicato pone l’attenzione anche sul pavimento pelvico nelle donne che hanno partorito.

Perché bisogna curare la Diastasi?

La Diastasi dei Muscoli Retti e la più complessa Diastasi Addominale rientrano in un quadro clinico di malattia che, se non curata, potrebbe portare all’insorgenza di altre problematiche è complicanze.

Quali possono essere le complicanze correlate alla Diastasi?

La Diastasi non trattata potrebbe portare ad alcune complicanze:

  • ernia singola, più frequentemente ombelicale o epigastrica;
  • ernie multiple localizzate sulla superficie aponeurotica mediana compresa tra i muscoli retti, sede di diastasi, con l’evidenza di molteplici forami, condizione nota come “swiss cheese”;
  • laparocele, conseguente a cedimento della sutura mediana, eseguita al termine di un intervento chirurgico addominale sulla superficie aponeurotica sede di diastasi dei muscoli retti, senza chiudere la diastasi mediante sutura diretta dei muscoli retti;
  • lacerazione dei muscoli retti e della lamina aponeurotica cronicamente trazionata e sfibrata;
  • disabilità
    • psicologica: addome gonfio, con forma cilindrica, definito “a botte”, prominente a tal punto che simula il terzo trimestre della gravidanza
    • fisica: nell’attività giornaliera, nell’esercizio fisico, nello sport, nel ponzamento e nell’impiego del torchio addominale durante l’evacuazione;
  • modificazione della postura del corpo;
  • dolore vertebrale e lombare.

Come si cura la diastasi addominale?

Nei casi meno gravi si può tentare di contenerla con esercizi dedicati, sotto la supervisione di specialisti.
Nella maggior parte dei casi l’unica soluzione è la chirurgia.

Quando operare la diastasi addominale?

L’intervento chirurgico purtroppo è l’unica cura efficace nei casi di:

  • Diastasi con distanza tra i muscoli retti maggiore di 3 centimetri;
  • Diastasi con distanza infrarettale anche inferiore a 3 cm, ma complicata da ernie;
  • Diastasi complicata da ernia ombelicale (si puntualizza che, in presenza di ernia ombelicale e diastasi dei retti, l’ernia ombelicale rappresenta la complicanza della diastasi. La sola correzione dell’ernia ombelicale può risultare altamente fallimentare);
  • Diastasi complicata da ernia epigastrica;
  • Diastasi complicata da ernie multiple della regione mediana;
  • Diastasi complicata o associata a laparocele (es: cedimento della sutura interna post cesareo con erniazione e protrusione mediana sotto-ombelicopubica);
  • Diastasi associata o provocata da una lacerazione da sforzo della linea mediana o linea alba;
  • Diastasi associata a lacerazione muscolare del retto o dell’obliquo;
  • Diastasi Laterale, tra Muscolo Retto e Obliquo;
  • Diastasi Recidiva.
  • Diastasi associata a patologia correlata (modificazioni della postura e dolore lombare);

Come risolvere la Diastasi Addominale con tecnica Mini-Invasiva?

La soluzione: la Tecnica Mini-Invasiva LAP-T®
Risolvere la diastasi addominale in modo efficace è possibile, con un intervento chirurgico dedicato, costruito nei dettagli sulle specificità di ogni singolo caso e con un risultato stabile nel tempo.

L’intervento ricostruttivo con Tecnica LAP-T® ha l’obiettivo di ripristinare:

  • l’anatomia della parete addominale
  • la funzione muscolare
  • la stabilità del core, fattore alla base di una corretta  postura
  • la shape dell’addome con dettagli estetici (per approfondimenti: LAP-T® Shape)

il tutto percorrendo strade chirurgiche il più possibile mini-invasive, a cui corrispondano anestesie più leggere e meno gravose per l’organismo.

La Tecnica LAP-T®, ideata ed eseguita dal Professor Giuseppe Pozzi, consente il trattamento mini-invasivo di casi clinici anche avanzati con distanza tra i muscoli retti fino a 15 cm ed ernie e laparoceli eventualmente associati.

Visione laparoscopica, dal pube verso l’alto, della diastasi e dell’ernia ombelicale

Diastasi dei Muscoli Retti ed Ernia Ombelicale

Tecnica LAP-T ®  3 piccoli punti di accesso sovrapubici per l’ingresso degli strumenti della Laparoscopia gas-less. 

Immagine al termine della tecnica LAP-T®

Le frecce indicano i 3 punti di ingresso dello strumentario laparoscopico

Termine intervento chirurgico 2

Immagine al termine della Tecnica Lap-T®

Le frecce indicano la linea mediana ricostruita con sutura muscolo-aponeurotica introflettente personalizzata, propedeutica alla “turtle shape” della parete addominale.

Immagine pre operatoria

Diastasi dei Muscoli Retti  Ernia ombelicale. Immagine pre-operatoria

L’immagine mostra l’evidente separazione dei muscoli retti dalla linea mediana addominale e l’ernia ombelicale

Immagine post operatoria tecnica LAP-T

Immagine post-operatoria Tecnica Lap-T®

L’immagine mostra le quasi invisibili  millimetriche cicatrici chirurgiche sotto il segno dello slip

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