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Consigli dell’Esperto:

 In un campo in cui regna purtroppo confusione, scarsa scientificità nell’informazione e improvvisazione professionale, mi sento in dovere di scrivere alcuni consigli che nascono dalla mia pluriennale esperienza in chirurgia mini-invasiva della diastasi addominale.

La Diastasi non è solo un problema estetico:

la parete addominale è un organo con una sua specifica funzione ed anatomia, che vengono perse in presenza di diastasi addominale. La diastasi dei muscoli retti o diastasi addominale è quindi una patologia, in grado di dare sintomi e complicanze.

La diastasi è parte di un quadro più ampio di malattia.

L'aumento di pressione e volume della cavità addominale, conseguente alla gravidanza, all'obesità, allo sport ed all'eccessivo sforzo fisico, determina uno stretching della parete addominale con danno alle strutture muscolari, alle fasce aponeurotiche che avvolgono i muscoli, e può determinare la separazione o diastasi muscolare di due tipi:

1) Diastasi Mediana o Diastasi dei Muscoli Retti:

    separazione dei muscoli retti sulla linea  mediana che rappresenta la  forma più comune.

2) Diastasi Laterale:

    separazione dei muscoli retti dai muscoli obliqui, presente nei casi di danno maggiore.

Si possono associare Lacerazioni muscolari ed Ernie della parete addominale

Lo stretching patologico della parete esita in una distrazione ed assottigliamento dei fasci muscolari con una modificazione della loro attività funzionale.

L'intervento di ricostruzione mini-invasiva della diastasi, sia essa mediana tra i muscoli retti o laterale tra muscoli retti e muscoli obliqui, va quindi sempre integrato con un "programma personalizzato di riabilitazione muscolare della parete addominale". 

Tutte le pazienti dopo la gravidanza devono iniziare la riabilitazione della parete addominale entro tre mesi dal parto.

Purtroppo in oltre 20% delle donne è presente la diastasi postpartum, che non consente una corretta riabilitazione della parete muscolare.

Gli esercizi riabilitativi infatti determinano un peggioramento della diastasi, soprattutto se sono presenti lacerazioni muscolari.

Risolvere la Diastasi risulta quindi prioritario e propedeutico alla riabilitazione e ad alla restituito ad integrum anatomica funzionale ed estetica della parete addominale.

                                 La DIAGNOSI della Diastasi e delle patologie correlate:

  • La diagnosi di diastasi dei muscoli retti  non può essere inizialmente certificata con l’Ecografia. La Risonanza Magnetica e la TC hanno un livello di diagnosi più preciso, accurato ed oggettivo nello studio della parete addominale.
  • Valutare il pavimento pelvico è altrettanto importante; nella paziente con diastasi addominale possono concomitare sintomi come disturbi digestiviincontinenza urinaria da sforzo o da urgenza e stipsi fecale. La diagnosi precoce delle disfunzioni o di un iniziale prolasso mono o pluricompartimentale del pavimento pelvico consente, attraverso semplici esercizi di riabilitazione, la regressione del quadro clinico, evitando l'intervento chirurgico.
  • Un RM di controllo della colonna vertebrale si rende frequentemente necessaria per lo studio dei difetti conseguenti al cambio posturale che si verifica nei casi di Diastasi dei Muscoli Retti di grado elevato, con conseguente sintomatologia dolorosa.

                                                               L’ESERCIZIO FISICO:

  • esercitare i muscoli retti addominali ed eseguire sforzi fisici peggiorano la diastasi.
  • la fisioterapia riabilitativa, con esercizi personalizzati guidati da specialisti e personale esperto, in casi selezionati può stabilizzare la diastasi addominale ed evitarne il peggioramento.

                                                    L’INTERVENTO CHIRURGICO:

L’intervento chirurgico purtroppo è l’unica cura efficace nei casi di:

  • Diastasi con distanza tra i muscoli retti maggiore di 2 centimetri
  • Diastasi associata a patologia correlata (cambio di postura e dolore alla colonna lombare)
  • Diastasi complicata da Ernia Ombelicale
  • Diastasi complicata da Ernia Epigastrica
  • Diastasi complicata da Ernie multipledella regione mediana.
  • Diastasi associata a Laparocele post-cesareo
  • Diastasi associata a Lacerazione da sforzo della linea alba
  • Diastasi associata a Lacerazione del Muscolo Retto o del Muscolo Obliquo
  • Diastasi Laterale, separazione tra Muscolo Retto e Obliquo
  • Diastasi Recidiva

In presenza di ernia ombelicale e diastasi dei retti, l’ernia ombelicale rappresenta la complicanza della diastasi. La sola correzione dell’ernia ombelicale può risultare altamente fallimentare.

OBIETTIVI DELL’INTERVENTO:

l’intervento ricostruttivo deve ripristinare anatomia, la funzione e l'estetica alla parete addominale, percorrendo strade chirurgiche il più possibile mini-invasive a cui corrispondano anestesie più leggere e meno gravose per l’organismo.

La cura del paziente va perseguita infatti con l'obiettivo del massimo risultato anatomico-funzionale-estetico, lla minima invasività possibile e la stabilita' nel tempo.

INTERVENTI A CONFRONTO: pro e contro

"L'ADDOMINOPLASTICA TRADIZIONALE" è senza dubbio invasiva per:

  • la profonda anestesia con intubazione
  • l’estesa incisione
  • gli scollamenti tissutali
  • la sutura dei muscoli retti, eseguita sul piano anteriore, tende a realizzare una superficie muscolo-aponeurotica piana, inibendo l'anatomia della linea alba e la forma cosiddetta fisiologica "a tartaruga" a sviluppo anteriore dei muscoli retti addominali
  • la necessità di drenaggi
  • Il lento recupero dell’autonomia personale e delle abitudini di vita
  • Le recidive. La rete protesica, che stabilizza il risultato, spesso non viene applicata poiche' il posizionamento della rete sulla parete anteriore dei muscoli retti a contatto con il piano adiposo sottocutaneo scollato ed in prossimità dei tubi di drenaggio, espone seriamente al pericolo di infezione della protesi ed alla necessità della sua rimozione ed a un nuovo intervento.
  • La tecnica non e' studiata nei suoi risultati da un punto di vista funzionale della parete addominale

"LA TECNICA ENDOSCOPICA",

attraverso incisioni che permettono l'ingresso degli strumenti operativi e della CO2, percorre gli stessi passi chirurgici invasivi della tecnica tradizionale.

Crea un ampio scollamento tra il piano sottocutaneo adiposo e le aponeurosi anteriori dei muscoli della parete addominale. Viene eseguita quindi la  sutura dei retti realizzando però una superficie piana antiestetica che inibisce il recupero della cosiddetta forma " a tartaruga" dei muscoli retti addominali e della linea alba.

La tecnica e' invasiva poiche' necessita della anestesia generale classica con intubazione, del drenaggio del sangue e siero dal campo operatorio attraverso l'impiego di uno o due tubi presenti per diversi giorni nella sede  dell'intervento.

L'alta incidenza di  sieromi, tipica di questa tecnica,  sconsiglia l'uso della rete protesica per l'aumentato rischio d'infezione, esponendo la paziente ad elevato rischio di recidive.

La tecnica non e' studiata nei suoi risultati, da un punto di vista funzionale della parete addominale

"LA CHIRURGIA ROBOTICA (laparoscopica robot-assistita) " è invasiva.

Nella chirurgia della diastasi è superata da alcuni anni per la sua macro-invasività chirurgica e per l’anestesia necessariamente profonda con incubazione oro-tracheale, scientificamente considerata più invasiva e profonda dell’anestesia necessaria al trapianto del fegato o del rene.

Veniva impiegata per facilitare la capacità del chirurgo nell'esecuzione della sutura dei muscoli retti ed altro; purtroppo però tutto ciò avveniva a discapito di una importante ed ingiustificata invasività sul paziente.

L’invasività chirurgica locale e generale per il paziente sono quindi elevate,considerando le alte pressioni di CO2 (anidride carbonica) necessarie a creare una camera laparoscopica adeguata al movimento delle braccia metalliche robotiche, con irritazione delle pareti addominali e dolore postoperatorio, e rialzo per assorbimento transparietale della Co2 nel sangue, gas che normalmente noi espiriamo poiche' dannoso.

Le linee guida internazionali riconoscono la validità ed i vantaggi dell'impiego della robotica in chirurgia addominale solo, ed ancora per poco, nell’intervento di prostatectomia radicale per neoplasia della prostata. 

La tecnica non e' studiata nei suoi risultati, da un punto di vista funzionale della parete addominale

"LA TECNICA CON SUTURATRICE MECCANICA",

La tecnica è sperimentale

e si propone di trattare la diastasi mediana prima tagliando e poi suturando le fascie muscolari, con centinaia di graffette metalliche (come quelle che si usano per unire fogli di carta). Le oltre 500 graffette metalliche sono permanenti nella parete addominale, e dovrebbero unire le fragili fasce di rivestimento dei muscoli retti, non interessando nella ricostruzione anche i muscoli retti.

Questa tecnica non tratta la diastasi laterale, le lacerazioni muscolari ed il laparocele post-cesareo, ne le eventuali aderenze addominali; non è indicata nelle recidive della diastasi.

Realizza un intervento uguale per tutti i casi clinici, fattore discutibile che si contrappone ad una chirurgia dedicata e specifica alla risoluzione del danno sempre diverso in ogni paziente.

La tecnica non e' studiata nei suoi risultat,i da un punto di vista funzionale della parete addominale

E' invasiva poichè:

- necessita dell'anestesia generale classica con intubazione

- crea ampi scollamenti di nuovi piani tra le fasce anteriori e posteriori di rivestimento dei muscoli retti e i muscoli stessi.

- le fasce di rivestimento dei retti vengono sezionate e suturate con l'impiego di suturatrice meccanica, lasciando centinaia di permanenti graffette metalliche nella parete addominale, fattore che si contrappone all'obiettivo di lasciare nel corpo umano al termine della procedura ricostruttiva meno materale permanente possibile, sicuramente non rigido e metallico.

La stabilità nel tempo non è testata e la sua tenuta suscita realistici dubbi poiché:

 - la sutura metallica mediana è identica in tutti i pazienti e non è personalizzabile al caso clinico ed alla sua gravità

 - la sutura metallica non consente di considerare, gestire e compensare le linee di forza differenti lungo il decorso ellittico e spesso asimmetrico della diastasi

 - la sutura metallica rigida avviene su tessuto fragile: interessa infatti solo le fasce di rivestimento dei muscoli retti stirate ed assottigliate dalla diastasi della parete nel tempo. I muscoli retti non vengono interessati nella sutura ricostruttiva.  

Il risultato funzionale lascia dubbi:

 - la rete viene applicata in ambiente chiuso, tra muscolo retto e fascia posteriore, creando un piano cicatriziale che purtroppo altera il fisiologico movimento di flesso-estensione dei muscoli retti, importante nella vita quotidiana e nello sport

Pericoli da considerare:

l'apertura e lo scollamento di nuovi piani, la sutura con graffette  metalliche mediana standard e non personalizzata al caso clinico,  la sezione delle fascie dei muscoli retti, sono fattori che, in caso di fallimento dell'intervento, espongono alla comparsa di una patologia ben più grave della diastasi: il Laparocele

Risultato Funzionale: non e' testato

Risultato Estetico

Questo tipo di ricostruzione, sezionando la fascia anteriore e posteriore dei retti e non suturando i muscoli retti, realizza una superficie addominale anteriore che non permette il recupero della della linea alba e della cosiddetta forma " a tartaruga" dei muscoli retti addominali. 

"LA CLASSICA LAPAROSCOPIA"

La Ricostruzione della Diastasi con la Laparoscopia Classica è una tecnica migliorabile poiché:

 - avviene in Anestesia Generale con intubazione oro-tracheale

 - non vengono eseguite suture ricostruttive di riunione dei muscoli retti

 - viene posizionata una rete protesica a copertura del difetto parietale anteriore, ossia viene coperta la diastasi

 - non cura l'anatomia della parete addominale, ne la funzione, ne l'estetica addominale

 - comporta recidive

La tecnica non e' studiata nei suoi risultat,i da un punto di vista funzionale della parete addominale

" LA MINI-LAPAROSCOPIA GAS-LESS   nella  TECNICA LAP-T"    Tecnica del Prof Pozzi

I dati scientifici dimostrano che la tecnica LAP-T  rappresenta l'approccio di scelta nel trattamento della diastasi dei muscoli retti per la sua effettiva mini-invasività e la stabilita' del risultato nel tempo.

LAP-T ha 15 anni di studio, oltre 12 anni di  follow up e eccellenti risultati riconosciuti dalla comunita' scientifica internazionale.

LAP-T ha alla base valori importanti: 

  • la dedizione scientifica
  • il rispetto per il paziente
  • uno studio dettagliato della patologia
  • l'impiego dell'innovazione tecnologica e farmacologica per minimizzare l'invasivita' chirurgica
  • lo sviluppo di tecniche di riabilitazione funzionale della parete addominale post-operatorie dedicate
  • l'associazione di tecniche mini-invasive per i dettagli estetici

La tecnica LAP-T è in continuo miglioramento, senza mai perdere l'obiettivo di realizzare:

 - un intervento stabile nel tempo che eviti le recidive

 - un intervento con minima invasività anestesiologica e chirurgica scientificamente ottenibile

 - una ricostruzione anatomica dedicata al caso clinico, con la stessa filosofia di approccio ma un intervento sempre diverso, che abbia la sua specificita' nella cura del danno e nei suoi dettagli

 - in sintesi una procedura che abbia il nome e cognome del paziente e non ripetibile nei dettagli su altri pazienti

 - una ricostruzione che non lasci materiale estraneo permanente nel paziente o ne lasci la minor quantità di possibile

 - il tutto con Anestesia Mini-Invasiva dedicata e Tecnica Mini-Laparoscopica gas-less,

 - eseguibile anche durante l'Allattamento e compatibile con Gravidanze successive.

 - importante e' il programma dedicato di riabilitazione post operatoria della parete addominale, a completamento doveroso della cura.

 - i minimi accessi cutanei sotto lo slip, il recupero della forma dei muscoli retti "turtle shape" cosi come la forma curvilinea dei fianchi e le tecniche estetiche accessorie applicabili nello stesso tempo chirurgico consentono un risultato anatomico funzionale ed estetico,

 - in sintesi un risultato rispettoso dei desiderata del paziente e della cura malattia.

 L'intervento con tecnica LAP-T risolve nello stesso tempo chirurgico:

- Diastasi dei muscoli retti

- Diastasi laterale

- Lacerazioni muscolari 

- Laparocele post-cesareo

- Diastasi Recidiva

- Aderenza addominali

- Difetti estetici: addome globoso, estroflessione ombelicale, tessuto adiposo e cute in eccesso...

- la Funzione della parete addominale: valore importante per la qualità di vita, l'attività fisica e lo sport ( esercizi specifici e personalizzati sono possibili dopo 15-20 giorni dall'intervento chirurgico)

la Tecnica LAP-T è la tecnica elettiva per il trattamento della Diastasi Recidiva

Dettagli Tecnici di LAP-T

  • anestesia mini-invasiva senza intubazione, confortevole e dedicata
  • mini-laparoscopica gas-less 
  • “ghost-access” sovrapubico,
  • tre incisioni di 2-4 millimetri sotto il bikini
  • visione precisa e magnificata 3D HD 4K
  • strumenti miniaturizzati 3 millimetri
  • la sutura ricostruttiva della linea mediana comprende doverosamente i muscoli retti e le fascie muscolari, con eccellente tenuta nel tempo
  • la sutura  avviene sul versante posteriore della parete addominale, rispettando l'anatomia della linea alba, esaltando la cosiddetta forma "a tartaruga" dei muscoli addominali
  • la sutura è personalizzata e differenziata in relazione al caso clinico
  • dettagli tecnici specifici permettono di ottenere un addome più piatto 
  • la Ricostruzione Anatomica, Funzionale ed Estetica della parete addominale viene ulteriormente avvalorata dall’impiego di mesh o reti protesiche di ultima generazione riassorbibili totalmente o parzialmente, in grado di ricostituire quel tessuto sottoposto a stretching, stirato e leso nel tempo, ed impedire le recidive. 
  • assenza di scollamenti di piani
  • assenza di tubi di drenaggio 
  • assenza di sieromi 
  • microsuture senza punti esterni delle millimetriche incisioni cutanee
  • assenza di catetere vescicale 
  • l'intervento mini-laparoscopica può essere integrato con l'innovativa Liposuzione Metabolica, la Liposuzione mini-invasiva,la rimozione della cute in eccesso senza scollamenti tessutali e la modificazione della forma dell'ombelico.
  • Si realizza quindi una “restitutio ad integrum” a tutti gli effetti con approccio mini-invasivo e multidisciplinare.

Tutto ciò è frutto di oltre 15 anni di studio e ricerca scientifica , dedizione, amore, etica e rispetto,

Questi importanti fattori sono tutti sintetizzati nella Tecnica R.D.L.R (Rectus Diastasi Laparoscopic Reconstruction) evoluta in LAP-T (Laparoscopic AbdominoPlasty Technique)

 Dal 2011 R.D.L.R. e più recentemente LAP-T sono entrate a far parte del novero delle tecniche insegnate presso le due Scuole Nazionali di alta formazione in Chirurgia Avanzata della Parete Addominale, dedicate ai chirurghi di comprovata esperienza. La tecnica nelle sue caratteristiche evolutive di mini-invasività e nei suoi eccellenti risultati è presentata e diffusa nelle più prestigiose sedi scientifiche nazionale ed internazionali.

                                                                                              Giuseppe Pozzi

Infine alcuni Alert

che mi sento in dovere di scrivere per creare chiarezza nel campo della diastasi addominale, che possano nessere di aiuto alle persone che purtroppo sono portatrici di questa patologia:

  • Il rapporto medico-paziente è un elemento imprescindibile nel programma di cura
  • Valutate il Curriculum del Chirurgo, diffidate di chi non lo pubblica e dell'Inesperienza 
  • Attenzione alle Competenze Professionali Autoreferenziate, non maturate e consolidate nel tempo, non Scientificamente Certificate e Riconosciute nel settore specifico della diastasi dei muscoli retti e nella chirurgia mini-invasiva della parete addominale.
  • E' preferibile affidarsi a professionisti che:  1) vi considerano innanzitutto una persona da curare e non solo una patologia da operare, 2) vi consiglino su ciò che è giusto fare e non vi propongano solo ciò che sanno fare o vi sconsiglino ciò che non sanno fare
  • Nella chirurgia della diastasi l’obiettivo è realizzare la più sicura e stabile ricostruzione della parete addominale con la minore invasività chirurgica ed anestesiologica scientificamente possibile
  • La ricostruzione deve avere caratteristiche che personalizzino l’intervento in relazione allo specifico caso clinico, con:                  

         - tecniche di sutura muscolo-aponeurotiche che rispettino nel dettaglio le caratteristiche della  diastasi,   con restitutio ad  integrum anatomica - funzionale - estetica

         - Il materiale di sutura e la rete impiantata va selezionata in relazione alla patologia da trattare ed alle caratteristiche del pazienti

         - obiettivo e' di non lasciare materale di sutura e protesico permanente nel paziente, o la minore quantità possibile

         - Includere nel programma dettagli di soddisfazione estetica con una equipe chirurgica multidisciplinare

        - La riabilitazione funzionale della parete addominale e' un elemento imprescindibile

                                        L’intervento va fatto una sola volta e bene.

La filosofia della chirurgia mini-invasiva, in tutte le caratteristiche e dettagli specifici  accurti e dedicati della Tecnica LAP-T, si riassume in un solo concetto:

il profondo rispetto nutrito per il paziente e la persona

Prof Giuseppe Pozzi

  • dal 2011 Docente in Chirurgia Laparoscopica della Diastasi dei Muscoli Retti, Laparocele ed  Ernie addominali della Scuola ACOI, Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani
  • dal 2013 Docente in Chirurgia della Diastasi dei Muscoli Retti presso la Scuola Europea EHS, European Hernia Society ed ISHAW Italian Society of Hernia and Abdominal Wall Reconstruction
  • Massimo Esperto Nazionale sul trattamento della Diastasi dei Muscoli Retti con Tecniche Chirurgiche Mini-Invasive
  • Opinion Leader Internazionale in Chirurgia Mini-Invasiva della Parete Addominale.
  • Autore della più ampia casistica operatoria internazionale sulla ricostruzione minilaparoscopica della Diastasi dei Retti
  • dal 2012 Responsabile del Centro Nazionale di Tirocinio ACOI - Roma in Chirurgia Laparoscopica e Mini-Invasiva Avanzate della Parete Addominale per il trattamento della Diastasi dei Muscoli Retti, Ernie e Laparoceli, dedicata a Chirurghi esperti.
  • dal 2018 Tutor e Responsabile del Percorso Chirurgico Formativo di Secondo Livello, dedicato a Chirurghi esperti della Scuola Europea di Chirurgia dell’Ernia e dei Difetti della Parete Addominale ISHAWS-EHS.
  • dal 2019 Responsabile del Centro Nazionale di Tirocinio SIC - Roma in Chirurgia Laparoscopica e Mini-Invasiva Avanzate della Parete Addominale per il trattamento della Diastasi dei Muscoli Retti, Ernie e Laparoceli, dedicata a Chirurghi esperti.

  Per:

- la risoluzione di ulteriori dubbi relativi al vostro caso clinico

- una Second Opinion per discutere sulla migliore opzione terapeutica sulla vostra patologia

- la soluzione definitiva per i casi di diastasi recidiva

  non esitate a contattarci via email o telefonicamente, saremo lieti di aiutarvi.

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